venerdì 23 febbraio 2018

#noisiamopronti


In una giornata in cui dovrei incrociare le braccia senza poterlo fare, ho deciso che neppure le mie dita devono fermarsi. Forse questo blog non è il posto più adatto per parlare degli infermieri e del loro sciopero, ma io sono uno di loro e non sarei neppure un biblioterapista se non fossi anche questo. Soprattutto questo. Eppure molto spesso mi è capitato di partecipare a convegni o di firmare articoli e sentirmi chiedere: "Perché dobbiamo scrivere Infermiere ed Esperto in biblioterapia?" Non possiamo tralasciare il primo titolo?" Il primo titolo è quello che mi permette di curare l'igiene delle persone e di eseguire una rianimazione cardiopolmonare in team, di svuotare un pappagallo e di incannulare (ebbene sì, va scritto con due enne) una vena con l'ausilio di un ecografo, di sostenere un paziente a imparare a vivere una vita piena anche se affetto da una malattia cronica o di tenere la mano a una persona mentre sta morendo. Sapevate che noi infermieri veniamo pagati poco più di un operaio anche se dobbiamo rispondere civilmente e penalmente davanti alla legge dei nostri atti professionali, tanto che siamo obbligati a stipulare singolarmente un'assicurazione privata per tutelarci? E che coloro che lavorano a turni ricevono un compenso ben inferiore a quello di tutte le altre categorie professionali? Il nostro contratto, bloccato da nove anni, sta per essere rinnovato a condizioni risibili e con l'inserimento di deroghe su diritti acquisiti. E pensare che il nostro collegio è stato da poco trasformato in un ordine, per diventare infermieri è necessario frequentare l'università e i percorsi di specializzazione sono sempre più articolati. E pensare che quello che ho costruito con la biblioterapia non sarebbe stato possibile se non fossi stato un infermiere.
Nel libro di Jody Picoult Piccole grandi cose viene citato il giuramento di Florence Nightingale che gli infermieri pronunciano negli Stati Uniti alla consegna del diploma di laurea:

Giuro solennemente davanti a Dio, in presenza di questa assemblea, di aderire al codice etico della professione di infermiere. Di collaborare lealmente con gli altri membri del gruppo infermieristico e di eseguire fedelmente, impegnandomi al massimo delle mie possibilità, le istruzioni di chi, medico o infermiere, mi viene assegnato come supervisore del mio lavoro. Mi asterrò da tutto ciò che può nuocere o danneggiare, non somministrerò consapevolmente alcun farmaco dannoso e non contribuirò ad alcuna negligenza. Farò uso riservato di tutte le informazioni personali di cui verrò a conoscenza nell'esercizio della mia professione. E m'impegno a fare tutto ciò che è in mio potere per elevare il livello della mia pratica come infermiere. Possa la mia vita essere dedicata a servire i supremi ideali della professione di infermiere.

Mi rendo conto quanto poco potete fare voi lettori per i diritti degli infermieri e capisco che buona parte della responsabilità e del disagio che viviamo sia nascosto ai vostri occhi. Ma vi prego: smettete di considerarci solo quelli che puliscono la pupù, ma pensateci come professionisti al vostro fianco nei momenti più difficili.

giovedì 22 febbraio 2018

Il libro gigante di Barcellona



Anche il monumento ai libri che vi presento questa settimana si trova in Spagna. Questa volta siamo a Barcellona e il monumento in questione è stato voluto dalla cooperativa di librai Gremio de librerios, desideroso di promuovere la lettura. L'opera è stata realizzata da Joan Brossa, scultore plastico, poeta e drammaturgo catalano ed è stata inaugurata nel 1994. Si trova tra la Gran Via e il Paseo de Gracia, due delle strade principali della città. 
L'idea può apparire ingenua come mezzo per diffondere l'amore per i libri, ma se consideriamo che il luogo in cui è situata accoglie bancarelle di vendita di libri usati e antichi forse non lo è così tanto.






mercoledì 21 febbraio 2018

Prestito di ebook della Biblioteca civica di Verona



Abituati come siamo a considerare solo i servizi tradizionali delle biblioteche, alcuni dei più innovativi sono sconosciuti ai più. Se possedete un e-reader, potete scegliere di prendere in prestito gli ebook dalla biblioteca. Ho cominciato anch'io a farlo utilizzando il servizio offerto dalla Biblioteca Civica di Verona. Sono andato sul sito che raggruppa le biblioteche di Verona (qui) e ho trovato a destra un riquadro con sfondo nero con scritto in caratteri bianchi e verdi: ebook come fare? Cliccandoci sopra si entra nella pagina dell'Archivio Bibliografico Veronese. A questo punto serve solo fare login utilizzando il numero della tessera della biblioteca o il codice fiscale e la password (la vostra data di nascita "anna-mese-giorno", inserendo anche i trattini). A questo punto cercate il libro che vi interessa. I libri in formato ebook sono segnalati da un rettangolo blu con scritto Apri eBook MLOL. Cliccandoci sopra si apre una finestra che descrive il libro. In alto a destra trovate scritto Continua la navigazione su mlol. Cliccate su tale dicitura e potrete eseguire il download o prenotare la possibilità di farlo (la biblioteca ha un numero limitato di copie digitali a disposizione, potrete lasciare la vostra email per sapere quando l'ebook tornerà disponibile e avrete 24 ore di tempo per scaricarlo da quando avrete ricevuto l'email). Riceverete una copia in pdf o in epub, quindi non può essere utilizzato con il Kindle, ma può essere comunque letto su pc, tablet o telefono. 
E' possibile prendere a prestito due ebook al mese e tenerli per quindici giorni ciascuno. Sempre qui potete trovare i dettagli delle modalità di prestito.

In sintesi:

1. andate qui
2. cercate l'ebook di vostro interesse
3. cliccate su Apri eBook MLOL scritto sotto il titolo (se non c'è vuol dire che è solo cartaceo)
4. loggatevi (numero di tessera della biblioteca o codice fiscale e come password anno-mese-giorno)
5. nella scheda con le caratteristiche del libro che vi si apre cliccate in alto a destro su Continua la navigazione su mlol.
6. scaricate o prenotate l'ebook.

Il file che scaricherete sarà un file Adobe Digital Edition ovvero un file protetto che al termine del periodo stabilito si autodisabiliterà. Potrebbe essere necessario aggiornare il programma Adobe Acrobat che avete sul pc. Sottolineo il fatto che ho eseguito la procedura su pc e quindi attraverso un cellulare potrebbe essere più problematico.
Mi rendo conto che non è tutto automatico e semplice, ma non c'è che dire: ancora una volta i servizi bibliotecari riescono a fornire le stesse opportunità di accedere alla lettura, anche in digitale. Segno che, nonostante quello che si continua a dire, anche le biblioteche italiane si stanno sempre più modernizzando. Quindi: #vivalebiblioteche

martedì 20 febbraio 2018

Il ricordo di una vita (9-)



Si può rimanere sorpresi nel sentirsi coinvolti completamente leggendo un testo breve e straniti nel considerarlo possibile. Eppure Il ricordo di una vita di Francesca Rossi ha questo pregio. Sono stato invitato a leggerlo per prepararmi a intervenire a un convegno dal titolo Non sopravvivere, vivi! Come essere protagonisti della propria vita nelle avversità a cui parteciperò questo pomeriggio. Si parlerà della difficile convivenza con la Fibrosi Cistica, malattia genetica che grazie ai progressi della medicina non è più così terribile, ma rimane difficoltoso conviverci. Francesca Rossi conosce in prima persona questa malattia e nel suo libro le dà voce, nel vero senso della parola, e descrivere la protagonista che nasce con la Fibrosi Cistica, ma scopre come la sua vita sia molto di più della patologia che l'ha colpita. Il viaggio è il perno del suo cambiamento, con le sue angosce ma, soprattutto, con le sue risorse. La scelta dell'autrice di mantenersi all'interno di poche pagine risulta funzionale a una lettura che non spaventa, attuabile da chiunque per comprendere sentimenti e situazioni, riuscendo a coinvolgere il lettore. I luoghi descritti non sono solo luoghi fisici, ma anche luoghi dell'anima. E se l'esperienza dell'autrice è particolare, il suo messaggio è universale: la vita è una sola, per chiunque, e non va sprecata.

Consigliato a chi conosce persone con la Fibrosi Cistica e vuole comprenderle meglio e ai pessimisti che non credono nel valore della vita

lunedì 19 febbraio 2018

I Boreali Nordic Festival



Avete mai letto un'edizione I Boreali? La riconoscete perché i libri sono lunghi e stretti, con copertine sempre colorate, dai toni pastello e spesso il cartoncino è ruvido. Si tratta di una casa editrice che si occupa di letteratura del nord-Europa. Non di rado gli autori sono per noi sconosciuti, i cui nomi ci appaiono quasi impronunciabili. Incontriamo in questi libri un tipo di scrittura a cui non siamo abituati, ma che affascina. 
Dal 22 al 25 febbraio potete partecipare al I Boreali Nordic Festival, quarta edizione di questo evento dedicato alla cultura nordeuropea. Non solo libri, quindi, ma anche musica, cibo e cinema. La sede dell'evento è il teatro Franco Parenti a Milano. Partecipare potrebbe essere un modo per entrare in un mondo di libri diverso da quello che ci immaginiamo. Diverso e non stereotipato. Quando guardiamo al nord-Europa siamo troppo spesso propensi a pensare a folletti, case sommerse di neve e a un welfare state più efficiente del nostro. Niente più. Ma una cultura diversa, soprattutto quella letteraria, può avere sfumature inimmaginabile. Provare per crede.

venerdì 16 febbraio 2018

Graphic Novel is dead (8/9)



Conoscete Davide Toffolo? Io non lo avevo mai sentito nominare. Solo ora scopro che è la voce del gruppo rock Tre allegri ragazzi morti che, partendo da Pordenone, sono riusciti ad affermarsi a livello nazionale pur conservando idee proprie, lontane dallo star system, creando un'etichetta propria per la l'incisione dei propri album, mantenendosi all'interno di idee musicali alternative e nel desiderio di raccontare temi particolari che vanno dall'adolescenza alla politica. Pier Paolo Pasolini è uno dei personaggi a cui si ispirano e questo dice molto. 
Graphic Novel is dead è l'autobiografia di Davide Toffolo raccontata per immagini da lui disegnate. Toffolo è laureato in Disegno Anatomico all'Università di Bologna e questo non è il suo primo lavoro, ma fa parte del suo modo di comunicare utilizzando diversi registri e mezzi. 
Ho iniziato la lettura con non pochi preconcetti, primo fra tutti la particolarità di questo personaggio che canta con un costume da Yeti e una maschera da scheletro sul viso (la fisionomia dei membri del gruppo non è nota). Eppure la lettura di queste tavole è stata piacevole e interessante. C'è sempre un registro ironico di sottofondo nel libro, che permette di addentrarsi in temi delicati senza troppa pressione. L'adolescenza, i condizionamenti economici e culturali, il rapporto con i genitori, il desiderio di indipendenza dei più giovani, il rimpianto che nasce dall'età che avanza: questi sono alcuni degli argomenti trattati. L'ammissione dei propri errori e delle proprie fragilità fanno dell'alterego a fumetti di Toffolo un personaggio che non si può non apprezzare. E il suo sentirsi sempre un ragazzo della provincia della sua amata Pordenone ci avvicina ancora di più a lui.

Consigliato agli adolescenti e a chi l'adolescenza vuole ricordarla.