sabato 12 agosto 2017

Le regole della casa del sidro (9)


12/06/2014

La mia estate è iniziata con un libro davvero eccezionale. Si intitola "Le regole della casa del sidro" di John Irving e da esso è stato tratto un film nel 1999. La scrittura è coinvolgente quanto basta per tenerti felicemente incatenato. Irving tocca temi difficili, in questo caso il diritto alla nascita e all'aborto, i complicati sentimenti degli adolescenti, ma anche degli educatori. E questo nella prima metà del libro. Ora devo proseguire il viaggio, tanto che il mio blog ne potrebbe soffrire. Ma che volete: un amante, il mi libro, non si può abbandonare.

L'insegnamento più importante di Emily Dickinson

15/05/2014

Era del 1886 quel 15 maggio in cui morì Emily Dickinson. Non scomparve solo una poetessa straordinaria. Era una rivoluzionaria. I suoi versi, non sempre semplici da capire nella loro sinteticità, eppure spalancati alle interpretazioni e alle riletture, hanno cambiato per sempre la poesia americana dell'Ottocento. E, tutto ciò, senza oltrepassare il recinto della sua casa.
Provo profonda ammirazione per coloro che cambiano il mondo silenziosamente, con mezzi inusuali, non aggressivi. La poesia può influire sulle menti, modificare un punto di vista, generare idee. Emily Dickinson non era una persona priva di paure, fobie e stranezze. Da lei l'insegnamento che si può essere grandi solo essendo noi stessi.

giovedì 3 agosto 2017

Esiste una velocità di lettura?



17/05/2014

Quanto impiegate a leggere un libro? È questo un argomento ricorrente nelle conversazioni tra lettori. Chiaramente ognuno ha i suoi standard. Leggere speditamente non è una dote, ma una preferenza. O una necessità. Alcuni amano leggere e rileggere, soffermarsi sulle parole e frasi. Altri hanno il bisogno di sottolineare o appuntare commenti. Altri ancora preferiscono cavalcare la trama e arrivare il più velocemente possibile alla conclusione. Altra variabile è il genere letterario. Su un saggio è necessario soffermarsi più spesso che su una novella. E un romanzo storico risulterà inevitabilmente più lento rispetto a un poliziesco. Continuando ancora, consideriamo il periodo in cui è stato scritto: più il testo è datato, più complessa sarà la lingua usata e più calmo sarà il passo di lettura da tenere. Tra scrittore e scrittore le differenze sono determinanti. Allo stesso modo un testo giapponese risulterà differente da quello statunitense o sud- americano. 
Potremmo continuare ancora: dipende dalle ambientazioni, dal linguaggio dei personaggi, dall'atmosfera allegra o funesta. 
Leggere non è mai una competizione. I lettori, semmai, condividono. Senza correre mai.

mercoledì 26 luglio 2017

Leggere ai bambini



31/05/2014

Ieri ero impegnato nella lettura ai bambini in una libreria. Terminato, un signore anziano si avvicina e si complimenta dicendo: "Che bello, vorrei farmi piccino anch'io per sedermi e ascoltarla. Questa cosa mi ricorda l'infanzia, quando mio padre leggeva per me". Mi avvicino con simpatia a questo signore e gli ricordo che è stato un bambino fortunato. Avere un padre che legge favole al proprio bambino, settant'anni fa non doveva essere comune. Ciò che mi fa pensare è che anche oggi non lo è. Ci si chiede spesso quali metodi educativi utilizzare con i bambini. La lettura è senz'altro il primo.

martedì 25 luglio 2017

La solitudine del morente (9-)


23/12/2013

Norbert Elias era un eminente sociologo tedesco, mente eccelsa che si mantenne tale a lungo. Ne è la prova il suo "La solitudine del morente", breve trattato socio-filosofico sul morire nell'odierna società. Ne è la prova perché scritto alla soglia dei novant'anni, quando parlare di morte diventa più difficile. Nonostante l'argomento il testo non è pesante. Comprensibile a tutti, fa riflettere, e forse fa cambiare. Certamente insegna che non è voltandosi dall'altra parte che la morte scompare. Essa, semplicemente, fa parte della vita stessa.

Consigliato a chi desidera affrontare la complessità di temi bioetici attraverso un testo semplice.

lunedì 24 luglio 2017

Limiti e vantaggi nel leggere i classici


28/05/2014

Nonostante le continue letture, rimangono sempre dei classici da scoprire. E' Charles Dickens che occupa il mio tempo in questi giorni. La maggior parte dei suoi tomi è alquanto voluminosa, nulla da spartire con il minuto "Canto di Natale". Eppure si rimane disarmati di fronte a una scrittura meravigliosa come la sua. Le sfumature che sa creare sono incredibili e la modernità, quanto il ritmo, nulla hanno da invidiare ai contemporanei. Così anche i lettori meno pazienti possono addentrarsi nelle opere dickensiane senza il timore della noia. Una sola difficoltà: nonostante le splendide pagine, arrivati verso la metà del libro, viene la voglia di spostare l'attenzione su altro, per poi tornare. O forse è solo una mia esigenza? E' che seicentocinquanta pagine meravigliose rimangono seicentocinquanta pagine. Nelle mie vene di lettore serve iniettare sostanze letterarie di diverso tipo per poter provare quel miscuglio di sensazioni che amo tanto, per poi tornare nel mondo "reale" di Dickens. "Grandi speranze mi sta dando grandi soddisfazioni. E tra un libro alternativo e l'altro già sto scegliendo quale sarà il prossimo che leggerò del grande Scrittore.

venerdì 21 luglio 2017

Le ore (8+)

                                                                                                 
01/12/2013

Il primo dicembre, giorno della lotta contro l'AIDS, è una ricorrenza che va tenuta in considerazione più di altre. Ormai di questo problema non si parla più e sembra che l'educazione all'uso del preservativo e di tutte le pratiche di sesso sicuro siano diventate un optional, come se le nuove generazioni non ne avessero bisogno. A mio avviso anche la letteratura latita a riguardo. L'ultimo libro che ho letto dove si parlava di AIDS è stato The hours di Michael Cunningam, premio Pulitzer del 1999. Libro non semplice, fa viaggiare la narrazione in parallelo tra la vita della protagonista e gli ultimi giorni di Virginia Woolf. Parla della malattia, anche in modo tragico all'interno di un intarsio narrativo a volte difficile da cogliere. Il problema è che servono libri più moderni e accattivanti per avvicinare i giovani, senza dimenticare che oggi, con l'avvento del viagra, il problema colpisce sempre di più anche chi giovane non è più, desideroso di togliere i freni a un vita che si avvicina alla meta. Insomma, serve molta più narrazione in merito: anche gli scrittori devono fare la loro parte.