venerdì 24 marzo 2017

I 91 anni di Dario Fo senza Dario Fo

Difficile oggi non unirsi alla celebrazione del primo compleanno di Dario Fo senza Dario Fo. E' strano: avrebbe compiuto novantun'anni, ma nessuno può dubitare che sarebbe stato vitale come a venti. La notizia della sua morte non ha potuto lasciarci stupiti. E' estremamente frequente che in una coppia di lunga data quando muore uno dei componenti, il partner rimasto lo segua dopo poco tempo. Franca Rame era una donna energica che ha saputo alimentare il suo uomo come marito e come artista. Il Nobel vinto, che ha creato anche tante sofferenze (il tentativo di utilizzare il premio a fini benefici si è scontrato con una truffa), apparteneva a lei quanto al titolare. 
Sarebbe stato bello se il giovane novantunenne Dario fosse stato ancora con noi a stupirci. E, invece, possiamo festeggiare il suo compleanno pensandolo chissà dove con la sua Franca e leggendo le splendide opere che ci hanno lasciato.

Vi consiglio di visitare l'archivio online pazientemente costruito da Franca Rame qui in cui trovate anche libri. Per i meno esperti, consiglio di iniziare leggendo La figlia del papa di Dario Fo e In fuga dal senato di Franca Rame.

La figlia del papa (8+)

Nella ricerca del post scritto sul libro di Dario Fo dal titolo La figlia del papa che ho letto tempo fa, mi sono accorto di non essermi soffermato a recensirlo a dovere se non in un accenno qui. E' noto: Lucrezia Borgia era figlia di papa Alessandro VI°. Meno noto è che non è stata la mangia-uomini incestuosa di cui narra la leggenda. Bellissima, intelligente, ma forse troppo sensibile, ha trascorso una vita incredibilmente ricca, ma non priva di sofferenze. Dario Fo, attento studioso della storia, ricercando i particolari meno conosciuti, la descrive con una scrittura piacevole, corredata dalle immagini di alcuni suoi dipinti, facendoci scoprire il Fo pittore che non ci si aspetta, oltreché una Lucrezia Borgia insospettabile.

Consigliato agli amanti del romanzo storico (anche se questo è fuori dai canoni consueti) e a chi si trova ai primi approcci con i libri di Fo.

mercoledì 22 marzo 2017

Immagini e narrazioni per la cura dell'uomo

Se il  mio mondo è la Biblioterapia e lo vedo in continuo movimento, altrettanto si può dire per gli ambiti affini che lo riguardano e completano. Ma è difficile far comprendere quante potenzialità esistano e quanto sforzo si stia facendo. La medicina e l'ambiente socio-sanitario in genere, fatica a innovarsi e a fare proprie le nuove idee. Ma queste idee continuano a essere prodotte e a influenzare positivamente i professionisti del settore. A prima vista sembra che tutto ciò che è innovazione venga dagli Stati Uniti. Ne consegue una considerazione naturale: il loro sistema sanitario è differente e le loro proposte sono inattuabili nel Welfare State di stampo europeo. Ed è qui che commettiamo un errore. Le idee, seppur provenienti da oltreoceano, possono essere adattabili alla realtà che ci appartiene. Prova ne è che a Berlino, a ottobre di quest'anno si terrà un conferenza dal titolo Stories of Illness / Disability in Literature and Comics. Intersections of the Medical, the Personal, and the Cultural. Si parlerà dello stato dell'arte, di come le arti grafiche, le lettere, ma anche altre forme di narrazione possono entrare nel mondo della cura. Potete consultare il programma qui. Saranno presentate e discusse delle pubblicazioni e trovare il nome di un infermiere, MK Czerwiec, autore e appartenente a uno dei movimenti di Graphic Medicine mi ha riempito di orgoglio. Nel mio mondo, quello degli infermieri e della cura, esiste da sempre la difficoltà di concepire la professione infermieristica oltre gli schemi che la società stessa ci impone: svolgere attività manuali e rimanere subordinati al medico, sia per importanza, sia per valore socialmente riconosciuto. E, invece, essere infermieri è molto di più, dentro e fuori dalle corsie degli ospedali. Ed è così forte il condizionamento da costringerci a rimanere ingabbiati in questi limiti. Che non esistono. Noi, infermieri, dovremmo ricordarcene più spesso. 


martedì 21 marzo 2017

Giornata Mondiale della Poesia 2017

Non credo sia un caso che sia stata proprio l'UNESCO, che è l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, ha fondare la Giornata Mondiale della Poesia nel 1999 a celebrazione dell'inizio della primavera. La poesia, che si fonde con il ciclo delle stagioni, è una delle manifestazioni culturali più antiche. Immaginate l'uomo antico che compone versi spontaneamente godendo dei primi caldi raggi del sole in mezzo a una natura appena in fiore: immagine bellissima! Possiamo dire che entrambe le cose, la poesia e la natura, sono talmente rare che vada la pena di tutelarle. Di natura c'è sempre più bisogno, ormai sempre più spesso deturpata e sempre più difficilmente raggiungibile, visto che le nostre città tengono davvero poco conto dell'impatto ambientale. E la poesia ci appare sempre più come qualcosa di vetusto, che fatichiamo ad apprezzare. Nei laboratori di biblioterapia che tengo, fatico sempre molto a utilizzarla. Le persone la sentono come qualcosa di lontano, difficile da comprendere e legata agli schemi appresi a scuola. 
La poesia, invece, è libertà di esprimersi, utilizzando le parole come fossero note musicali. Peter Szondi riteneva necessario far risuonare le parole dentro di noi per comprendere la poesia, e parlava di lettura musicale per definire questo meccanismo. Celebriamo quindi questa giornata inventando poesie, o aprendo una raccolta e cercando di far risuonare dentro di noi versi sconosciuti che, potremmo scoprire, ci appartengono anche se scritti da perfetti sconosciuti.

lunedì 20 marzo 2017

La cerimonia del massaggio (8+)

Se c'è uno scrittore capace di addentrarsi in argomenti scabrosi con ironia elegante, questo è certamente Alan Bennet. In questo La cerimonia del massaggio non lo troviamo nella performance migliore, ma la godibilità di un'irriverente funerale descritto con grazia unica lo rende certamente consigliabile. Devo dire che starei attento a regalarlo a una persona particolarmente religiosa e puritana, così come agli ortodossi dei costumi sessuali. La sensazione durante la lettura è quella di essere presenti a un funerale in cui si additano i presenti per parlare degli affari loro, abitudine quanto mai diffusa. Il focus del racconto è infatti puntato sulla promiscuità sessuale del defunto con molti dei presenti di ambo i sessi, sacerdote incluso. Non consiglierei questo racconto nemmeno ai neofiti di Bennet, che potrebbero non comprenderne l'ironia tutta inglese. Per comprenderlo servirebbe partire da La sovrana lettrice, per poi passare a Nudi e crudi e Due storie sporche per diventare amici dello scrittore leggendo Una vita come le altre. E diventare amici, seppur di lettura, di uno scrittore, non è male.

Consigliato a chi ama le short story e l'ironia politicaliy incorrect.

sabato 18 marzo 2017

Biblioteca de l'Escorial a Madrid



La Biblioteca de L’Escorial si trova all’interno del Monastero dell’Escorial a Madrid, un edificio costruito nel 1563 come residenza reale dei re spagnoli. Il fautore di questa idea fu Filippo II, che ordinò ai suoi architetti di progettare, all'interno del monastero, una biblioteca in grado di contenere tutto il sapere umano: manoscritti greci, ebraici e arabi, edizioni del Corano del X-XI secolo, manoscritti medievali, autografi di santa Teresa d'Avila, incunaboli, cinquecentine vi trovano collocazione all'interno di un arredo che mozza il fiato, con il Salone Principale, affrescato da un italiano, che non era destinato a essere solo un deposito di volumi, ma un luogo di studio, con disegni e stampe, ritratti, strumenti matematici e scientifici, mappamondi e mappe. E' interessante notare come la pianta rettangolare del Salone fosse stata ispirata dal progetto della Biblioteca Laurenziana di Michelangelo, a Firenze, prova dell'ammirazione per l'arte italiana. 
La Biblioteca e il Monastero de L’Escorial sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO

giovedì 16 marzo 2017

"L'amica geniale" di Elena Ferrante a teatro

Che dai libri possano nascere altre idee, nessuno lo mette in dubbio. Ma quando accade che un romanzo amato straripi dalle pagine in cui è contenuto per giungere ad altre forme di linguaggio non può che entusiasmare. Questo è il caso del ciclo L'amica geniale (per maggiori dettagli, qui, qui, qui, e qui), romanzi scritti da Elena Ferrante divenuta famosa per questi anche oltreoceano. Ora gli inglesi ne hanno fatto una pièce teatrale. Dopo due settimane di repliche a porte aperte (è un usanza anglosassone) sono iniziate le rappresentazioni tradizionali a partire dal "The Rose Theatre" a Kingston, poco fuori Londra, che proseguiranno fino al 2 aprile. La chiamano My brillant friend gli anglofoni, e a noi può suonare strano. Ma l'apprezzamento per questa quadrilogia è tale che l'internazionalizzazione del fenomeno Ferrante non può che essere apprezzato. Certo, i detrattori non sono pochi e si sprecano le critiche, soprattutto per il fatto che Elena Ferrante è uno pseudonimo e l'autrice (o l'autore) è sconosciuto. Eppure, se questa idea della rappresentazione teatrale è venuta anche in Italia, qualche motivo ci sarà. L'anno scorso, oltre a numerosi reading
svolti in varie parti d'Italia, in un piccolo teatro ligure hanno tentato di trasporre il testo in teatro. Non mi è dato sapere con quali risultati. Ma quando posso trovare le tracce di tanto impegno per portare la forza dei libri fuori dalle sue pagine, non posso che esserne felice.

mercoledì 15 marzo 2017

Minibiografia: 279 anni fa nasceva Cesare Beccaria

Il 15 marzo 1738 nasceva a Milano Cesare Beccaria, giurista, filosofo e letterato. E, per tutti gli studenti d’Italia, nonno di Alessandro Manzoni. Per i più lui è solo questo, dimenticando che nacque in pieno Illuminismo, corrente di pensiero di cui fu un esponente tra i più importanti. La sua opera più famosa fu Dei delitti e delle pene, ma non possiamo scordare che le sue idee influenzarono non solo la stesura del Codice Penale voluto dal Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo, ma anche il pensiero dei Padri Fondatori che fu alla base della Costituzione Americana. Fu grande amico dei fratelli Pietro e Alessandro Verri. Beccaria, seppur geniale, fu uomo alquanto incostante e contraddittorio. Ebbe un rapporto difficile con la figlia Giulia, madre del Manzoni, che pensava essere non sua figlia, ma frutto adulterino della defunta moglie. Infatti, si risposò dopo qualche settimana dalla morte di lei. Dal canto suo, Giulia Beccaria non era certo più costante del padre, che la diede in moglie al conte Pietro Manzoni, più vecchio di lei di vent’anni. Forse per questo il giovane Alessandro sembra non essere figlio del duca, bensì di Giovanni Verri, fratelli minore dei Verri amici del nonno Cesare. E’ noto che Giulia lascio il duca Manzoni e visse a Parigi con il conte Carlo Imbonati che al giovane Alessandro fece da padre. Possiamo dire che anche nel mondo della letteratura c’erano saghe familiari degne delle future soap opera. Cesare Beccaria morì il 28 novembre 1794, a soli 56 anni, a causa di un ictus.

martedì 14 marzo 2017

Monumento iraniano alla lettura

Di questo monumento ai libri conosco davvero poco. So che si trova in Iran e già questo è sorprendente. In uno stato islamico in cui la censura è stretta stupisce una scultura di questo genere. Mi viene il dubbio che sia stata costruita prima dell'avvento della Repubblica Islamica, ma non ne sono sicuro. Certamente, l'effetto che trasmette è a dir poco sorprendente e piacevole. I significati non faticano a trovarsi, ognuno di noi ne può trovare di diversi: sono i libri che creano i lettori? La vita è descritta nel libro o il libro crea la vita? E via di questo passo, potremmo proseguire a lungo. 
Nel lasciarvi ammirare questa foto, chiedo a chi ne sa di più su questo monumento di condividere tra i commenti o con un'e-mail le informazioni che ha a disposizione.

lunedì 13 marzo 2017

Il cerchio (9-)

Dave Eggers è stato, fino ad ora per me, un autore sconosciuto. In realtà, i suoi libri tradotti in italiano non sono pochi e il suo successo tutt'altro che trascurabile. Ma non è per i suoi meriti che sono approdato alla lettura del suo Il cerchio, romanzo che potremmo definire utopistico. Ancora una volta è stato il consiglio di una lettrice a permettermi di inoltrarmi nel mondo di Mae, ragazza che entra in un campus dove si sperimentano idee e brevetti, e dove la connessione a internet e la condivisione di informazioni stanno alla base di ogni comportamento e decisione. Ma tutto questo, vissuto in chiave positiva dalla stragrande maggioranza che non intuisce alcun pericolo, viene considerato sbagliato da pochissimi soggetti capaci di analizzarne i rischi. E il finale è certamente interessante e sorprendente. In qualche modo, questo romanzo mi ha ricordato Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, anche se su un piano diverso.
Devo dire che se mi sono addentrato nel libro fino a quando l'ho trovato veramente coinvolgente è stato solo perché l'amica lettrice mi aveva garantito che ne valeva la pena, altrimenti lo avrei mollato. Alcune parti all'inizio sono troppo descrittive e si dilunga senza capire dove vuole dirigersi. Arrivato alla fine, sono felice di non aver mollato.

Consigliato a quanti amano i romanzi futuristici e filosofici.

sabato 11 marzo 2017

Minibiografia: 61 anni fa moriva Edmondo de Amicis

Ricordiamo oggi la morte di Edmondo de Amicis che avvenne l’11 marzo del 1908 a Borgigliera, in un albergo, per un’emorragia cerebrale. Aveva sessantun’anni. 
Giornalista, romanziere, saggista, lo ricordiamo tutti per il suo successo maggiore, Cuore. Tutti conosciamo la storia di Enrico Bottini e della sua classe elementare, e della sua famiglia, del maestro e i compagni. Si fatica a pensare che l’autore possa essere stato nell’accademia militare e che la carriera giornalistica fu primaria rispetto a quella di scrittore, che fu prolifica e che andò ben oltre al suo lavoro più famoso. Visse in pieno il Risorgimento italiano che traspare nei suoi scritti. Si avvicinò al pensiero socialista e alla massoneria. Appartenente a una famiglia agiata, ebbe un matrimonio infelice e due figli, di cui uno morto suicida. Nacque a Oneglia il 21 ottobre 1846.

giovedì 9 marzo 2017

Biblioteca dell'Abbazia di Wiblingen (Germania)

Conoscete la Via barocca dell'Alta Svevia? Si tratta di un percorso turistico tedesco attraverso cui si incontrano meraviglie nate dall'arte barocca. Su questa strada, si trova l'Abbazia di Wiblingen, fondata nell'Undicesimo secolo e che oggi è solo parzialmente dedicata ai riti religiosi. L'abbazia è davvero fastosa. Ma all'interno di questa magnifica costruzione, ne esiste un'altra altrettanto magnifica. Si tratta della biblioteca, dagli interni quasi imbarazzanti per tanta bellezza e fasto. Non credo che qui sia possibile il prestito, né la consultazione. Ma se dopo aver visitato la Biblioteca universitaria di Vienna, complesso ultramoderno, volete proseguire verso una biblioteca di tutt'altro tipo, ricca di storia e di arte, potreste essere i primi a percorrere questa particolare Strada delle Biblioteche, non ancora nata e tutta da inventare.

mercoledì 8 marzo 2017

Le donne che pensano sono pericolose (9-)

Festeggiare la festa della donna regalando un libro su di loro a un uomo? Potrebbe essere un modo alternativo per celebrare questa ricorrenza che non si sa più bene da dove derivi. Complice internet e le sue bufale, c'è chi sostiene che sia stata creata come commemorazione della morte di più di un centinaio di operaie nell'incendio di una fabbrica. Altri affermano che si tratta di una festa a sfondo politico nata nella Russia comunista. Non mi stupirebbe che altre versioni andassero ad aggiungersi a queste. Ciò che conta è che ognuno ha il diritto di festeggiarla come meglio crede. Io vi consiglio questo libro di Stefan Bollmann, interessante per le donne, ancora di più per gli uomini. Si tratta della raccolta di brevi biografie di donne che hanno contribuito all'emancipazione femminile, a volte con eccessi che alcuni potrebbero non comprendere, in altre con atti di vero eroismo, in altre ancora con il semplice svolgere dei propri studi e delle proprie professioni. Di agile lettura, è accompagnato da una splendida introduzione di Lella Costa. L'unico rischio è che la voglia di andare alla ricerca di biografie più approfondite si impossessi di voi.
Consigliato a donne e uomini che vogliono conoscere personaggi femminili interessanti e agli amanti delle biografie.

martedì 7 marzo 2017

La cena (8+)

Quando mi è stato consigliato il libro di Herman Koch La cena, non ero molto convinto di quello che avrei trovato. L'ho iniziato, ma senza un vero interesse, lasciandolo dopo poche pagine. Poi è arrivato il momento in cui ho deciso che dovevo provarci con più convinzione, il consiglio veniva da una lettrice fidata, se me lo aveva indicato, doveva esserci un motivo. Tornato sulle pagine, per un po' sono rimasto titubante: il libro non scorreva, il ritmo era lento e noioso. Ma ho tenuto duro. A posteriori, devo dire di aver fatto bene. Ad un certo punto il ritmo diventa veloce e la noia viene sostituita dall'urgenza di giungere alla fine. Un aggettivo per definire questo libro? "Strano" è certamente il primo. Il secondo è "sorprendente". Ciò che più è interessante di questo romanzo è che induce a riflettere. Scombussola e fa riflettere. La narrazione non è lineare, il quadro d'insieme si apre mano a mano che si prosegue nella lettura e la simpatia per i personaggi (anzi, l'antipatia: non ce n'è uno di simpatico) giunge solo dopo la metà del libro. 
Tracciare la trama non è facile senza il rischio di spoiler. Ci provo: attorno a un tavolo di ristorante si trovano due coppie di coniugi che devono discutere una questione che riguarda i loro figli. Non proseguo, comincerei già a svelare troppo. Aggiungo solo dicendo che il confine tra bene e male è messo in discussione e che nei personaggi la coscienza sembra poter essere messa a tacere con facilità.

Consigliato agli amanti del romanzo psicologico e agli appassionati dei libri atipici.

lunedì 6 marzo 2017

Maggio dei Libri 2017 in partenza!

Da oggi iniziano le iscrizioni alla banca dati del Cepell delle iniziative che saranno promosse per Il Maggio dei Libri. Da oggi? Non è troppo presto? Chi ha tempo non aspetti tempo vale anche per i libri. L'anno scorso ero ad Aviano al CRO (Centro di Riferimento Oncologico) per leggere ai pazienti e prima ancora al liceo Nightinghale di Castelfranco Veneto per parlare di biblioterapia (vedi qui). Per quest'anno sto ancora progettando. Ma non è presto, non è semplice pensare e realizzare un'idea, soprattutto quando si tratta di promuovere la lettura. Possiamo dirlo tra noi: partiamo svantaggiati. Un videogioco, un social o una qualsiasi novità attira il pubblico molto facilmente. Ma la lettura, meravigliosa nella sua antichità, lo è solo per chi già ama i libri. Eppure l'obiettivo rimane quello di coinvolgere anche coloro che, per pregiudizio, non si accostano in nessun modo ad alcuna forma di letteratura. Noi lettori ci sentiamo di dire "peggio per loro". Ma da amante dei libri credo che il contributo che posso dare al mondo per cambiare la società sia di aumentare la diffusione dei libri come mezzo efficace di cambiamento. Credo fermamente che leggere possa modificare le idee, rendere più tolleranti e lungimiranti. E anche questo Maggio dei Libri può essere una delle occasioni in cui provarci.