giovedì 25 agosto 2016

Ritorno dagli abissi


13/02/2014


Tesi finalmente consegnata, ora! La frenesia di questi giorni è stata unica: letture e revisioni, imprevisti e attese, gioie e insoddisfazioni. In questo periodo in realtà non ho scritto una tesi, ma una nuova pagina nel libro dei miei ricordi. Non sono soddisfatto, vorrei rifare tutto, i timori mi assalgono. Poco importa. Anche questi sentimenti si inscrivono nella mia personale storia: i sentimenti, tutti, sono i protagonisti indiscussi, l'unica cosa che veramente conti. Tra poco inizio il turno di lavoro, ho in paio d'ore libere. Ho mandato un sms al mio amore per condividere questo momento. Ma è il momento dei saluti. Ricorderò questi anni di università tra i più belli della mia vita. Adesso vado e mi faccio un giro, il mio "addio ai monti" di manzoniana memoria. E poi salgo su un libro e volo via...

lunedì 22 agosto 2016

L'arte ci consola, ci solleva...



22/07/2013

Gli scrittori hanno un dono: sanno spiegare con poche parole ciò che spesso è inspiegabile. Una di queste è il valore della cultura per il nostro benessere. Sto leggendo "Un altro giro di giostra" di Tiziano Terzani, e le sue parole dicono tutto:
"L'arte ci consola, ci solleva. L'arte ci cura. Noi non siamo solo quello che mangiamo e l'aria che respiriamo. Siamo anche le storie che abbiamo sentito, le favole con cui ci hanno addormentati da bambini, i libri che abbiamo letto, la musica che abbiamo ascoltato e le emozioni che un quadro, una statua, una poesia ci hanno dato."

sabato 20 agosto 2016

Il libro giusto per ogni persona: missione impossibile!?

 12/07/2013

Un aspetto importante della Biblioterapia è l'emozione.
Quando in un gruppo sento persone raccontare le vicende di un libro sudando, ogni volta che vedo occhi arrossati nel raccontare la morte del protagonista, se chi ho di fronte si arrabbia veramente con il cattivo di turno:
ecco, sento veramente di aver fatto un buon lavoro.
Emozionarsi fa sentire vivi, e i libri, anche senza la presenza di altri che non sia il lettore, sono in grado di farlo.
Ogni qualvolta consiglio un libro e poi mi si racconta della difficoltà a staccarsi da quelle pagine, sento di aver realizzato la prima mission di ogni biblioterapista. Perché la nostra professionalità sta nel trovare il libro giusto per ogni persona. E non c'è dubbio che da qualche parte si possa trovare. Sempre!

venerdì 19 agosto 2016

Siamo ciò che leggiamo




09/07/2013

Mi fa uno strano effetto veder crescere a vista d'occhio il proliferare libri di e su Papa Francesco. In libreria li trovi spesso alla cassa, nelle zone strategiche di vendita, ostentati come l'ultima scoperta editoriale. Certo, la consapevolezza che i diritti d'autore di quei libri vanno dritti allo Ior mi fa un po' pensare, ma non è questo il punto. Di più mi fa riflettere quel libro che proprio libro non è, quella sorta di incrocio tra il giornalismo, la manualistica e il feticismo. Niente in contrario, sarei in grado di leggere la carta igienica, figurarsi se faccio sottigliezze tra un libro e un altro. Eppure non posso evitare di domandarmi: chi acquista questi prodotti ha chiaro in testa di cosa si tratta? Lo sanno che un romanzo non è da meno di una biografia di un personaggio o che un libro di fiabe vale spesso molto di più di un trattato storico scadente? Però forse
bisogna arrendersi al fatto che siamo ciò che leggiamo e ci piace essere identificati con i libri che scegliamo. Se la tira che legge solo trattati, ha paura chi va solo verso testi brevi e non riesce ad affrontare un tomo di grandi dimensioni, non vuole essere considerato un lettore chi cerca solo manuali. E chi si lascia attirare dai libri sul Papa?

giovedì 18 agosto 2016

Ogni momento è buono per la poesia




 05/07/2013

Oggi mi è stato indicato un paziente atipico. Anziano, come tanti. E come tanti, con molti problemi di salute. La sua particolarità era che recitava poesie, parlava di Dante, ricordava con emozione il suo passato. Mi sono avvicinato a lui, presentandomi come un suo simile, appassionato di letture e letterature.
"Ho tanto tempo qui" mi ha spiegato "e tanti sono i ricordi che si accavallano nella mia mente. Ai miei tempi, al ginnasio prima, e al liceo poi, per guadagnare un voto maggiore ci inducevano a ricordare a memoria poesie e brani. E con tutto questo tempo a disposizione mi sono tornati in mente ricordi che non avevo più portato alla luce da tempo..."
Ed è partito col "Canto notturno di un pastore errante nell'Asia" di Leopardi, non come una cantilena, ma con ardore e amore. E tra le parole d'autore metteva le sue, nel ricordare l'amata fidanzata dei tempi delle medie che con lui ha attraversato tutta la vita.
E tra me ho pensato che le parole di Pennac sono proprio vere:
"Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere."

mercoledì 17 agosto 2016

Avviso ai genitori lettori





 12/05/2013

Questo è un messaggio per i genitori che desiderano far capire ai propri figli l’importanza dei libri. Confermo: a seconda di ciò che si semina, poi si raccoglierà, anche nei lettori. Personalmente, ho sempre agito in questo senso, consapevole che una passione non si può imporre, ma certamente si può trasmettere, far comprendere. Non si tratta di convincere, ma di dare l’esempio. Anche i miei figli, come tutti gli adolescenti, mi hanno sempre snobbato. Fino a oggi. Cos’è accaduto? Il più piccolo ha voluto leggere l’ultimo libro della serie di Assassin’s Cread, un volume tutt’altro che sottile, ambientato in un tempo passato, ricco di riferimenti storici e di particolari, con riferimenti all’omonimo videogioco. Coinvolto dal testo e dall’atmosfera che questo ha creato nella sua testa, ha confessato che finita la lettura sentiva che gli mancava qualcosa, chiedendomi come orientarsi in una lettura successiva. Quale occasione migliore per me? Ho subito consigliato di dare un’occhiata a Harry Potter e la pietra filosofale, perché poteva ricondurlo a un nuovo mondo fantastico ed emozionante. Risultato? In una settimana ha letto i primi due libri, la seconda ha concluso Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. E quale soddisfazione trovarlo sveglio a notte fonda, incapace di soddisfare la sete di lettura. E pensare che gli avevo parlato di Harry un sacco di volte, senza ottenere nulla!

Rassegniamoci: siamo diversi, con desideri e passioni diversi, e tempi diversi. Inutile quindi spingere eccessivamente i nostri figli alla lettura. Accettiamo anche che forse non proveranno mai il nostro stesso amore per la letteratura. Ma se voi mostrerete un sincero slancio verso questo mondo, prima o poi i frutti arriveranno. Magari si limiteranno a una semplice abitudine a essere circondati da libri perché da piccoli sono stati abituati così. O forse i frutti saranno molto più generosi, chissà. Come genitori-lettori si tratta solo di crederci. Io ho aspettato quattordici anni. Adesso tocca a voi.

martedì 16 agosto 2016

La ragazza che legge diventa donna...

20/02/2013


Al mio post su "Esci con una ragazza che legge" ha risposto un'amica con un pezzo che guarda più in là...


Una "ragazza che legge" ha sicuramente tanto da dire e da dare ma questa "ragazza che legge" cucina anche, lava, stira, lavora, è sempre innamorata della vita, è moglie/amante perfetta, è paziente, gentile, è sempre ordinata e ben curata, è generosa, è madre presente per i suoi figli (Tristano? Heathcliff? Siddharta? Dorian? Jane?Elisabeth?) figlia perfetta, amica ideale e pure creativa? Perchè altrimenti, non la vogliamo! E questo presunto uomo che si innamora di una ragazza che legge, che le regala libri, le legge poesie e se possibile le chiede di sposarla su una mongolfiera (?) sarà anche lui un "uomo che legge"?

Ho avuto un uomo che leggeva e che mi regalava libri a Natale e ai compleanni, che mi dedicava poesie (quiero hacer contigo lo che la primavera hace con los cerezos) e mi leggeva libri nella sera al tramonto...ma ho sposato un uomo che "non legge" (aaarghh) e che non sa chi è Neruda ma che vuoi, la vita è così, i libri ci insegnano "cose", viverle poi è un altra cosa.

Ma, come "donna che legge" (che ci prova per lo meno), non smetto mai di sognare... di fare una passeggiata nel Giardino Segreto assieme a Darcy e al giovane Werther a parlare per ore di Guerra e Pace magari con Anna Karenina e Tolstoj, di bere un caffè turco forte forte in un bar di Parigi assieme ai fratelli Malussenne a parlare di "portaerei", di fare l'Alchimista o di visitare i Castelli di rabbia o solcare l'Oceanomare assieme a Novecento (T.D.Lemon), di conoscere Elfi e Hobbit, di volare assieme al Piccolo Principe per vedere la sua rosa.... e via cosi. Fino alla prossima avventura....

Martina Belfi

sabato 13 agosto 2016

Esci con una ragazza che legge...

13/02/2013

Già famoso nel web, vi propongo questo scritto di questa blogger filippina che, ne sono certo, ha una marcia in più. Leggete con calma, non servono introduzioni. E se siete lettori, o se l'amore della vostra vita lo è, potrebbe essere un bel biglietto per San Valentino.
E ricordate: vale anche per i ragazzi che leggono!

Esci con una ragazza che legge. Esci con una ragazza che spende il suo denaro in libri anziché in vestiti. Lei ha problemi di spazio nell’armadio, ma perché ha troppi libri. Esci con una ragazza che ha una lista di libri che vuole leggere, che ha la tessera della biblioteca da quando aveva dodici anni. Trova una ragazza che legge. La riconoscerai perché avrà sempre un libro ancora da leggere nella borsa. È quella che scruta estasiata tra gli scaffali della libreria, e che non trattiene un grido di gioia quando trova il libro che cerca. Se la scopri ad annusare le pagine di un vecchio volume in un negozio di libri di seconda mano, è una Lettrice. Non può resistere dall’annusare le pagine, specialmente se sono ingiallite. Lei è la ragazza che legge mentre aspetta in quel caffè sulla strada. Se dai una sbirciatina alla sua tazza, ti accorgerai che la panna galleggia in superficie perché lei è troppo assorta ber bere il suo caffè. Già persa nel mondo dell’autore. Siediti. Forse ti lancerà un’occhiataccia, perché la maggior parte delle ragazze che leggono non amano essere interrotte. Chiedile se le piace il libro. Offrile un’altra tazza di caffè. Dille ciò che pensi di Murakami. Vedi se sta leggendo il primo capitolo di Fellowship. Chiedile se ama Alice o se vorrebbe essere Alice. È semplice uscire con una ragazza che legge. Regalale libri per il suo compleanno, per Natale e gli anniversari. Falle il dono delle parole, in poesia, in musica. Regalale Neruda, Pound, Sexton, Cummings. Falle sapere che tu comprendi che le parole sono amore. Sappi che lei conosce la differenza tra libri e realtà ma che sta cercando di rendere la sua vita un po’ più simile al suo libro preferito. Non pensare che sia colpa tua. Ha bisogno di essere stimolata in qualche modo. Mentile. Se comprende la sintassi, capirà perché devi mentirle. Dietro alle parole, c’è di più: motivazione, valore, sfumature, dialogo. Non sarà la fine del mondo. Deludila. Perché una ragazza che legge sa che al fallimento segue il raggiungimento della vetta. Le ragazze come lei sanno che tutto è destinato a finire, ma che è però sempre possibile scrivere un seguito. Ricominciare più e più volte, ed essere nuovamente gli eroi protagonisti della propria storia. Sa che nella vita si possono incontrare persone negative. Perché quindi essere spaventati da chi è diverso da te? Le ragazze che leggono comprendono che le persone, come i caratteri, si evolvono. Eccetto che nella serie di Twilight. Se trovi una ragazza che legge, tenitela stretta. Quando la sorprendi alle due di notte mentre piange sulle pagine di un libro, preparale una tazza di tè e abbracciala. Potresti perderla per un paio d’ore ma tornerà sempre da te. Lei parla come se i personaggi del libro fossero reali perché, per un po’, lo sono stati. Chiedile la mano su una mongolfiera. O durante un concerto rock. O, molto casualmente, la prossima volta che lei sarà malata. Su Skype. Le sorriderai e ti domanderai perché il tuo cuore ancora abbia preso fuoco e non ti sia esploso nel petto. Scriverete la storia delle vostre vite, avrete bambini con strani nomi e gusti persino più bizzarri. Lei insegnerà ai vostri figli ad amare Matilda e Aslan, forse nello stesso giorno. Camminerete insieme attraverso gli inverni della vostra vecchiaia e lei reciterà Keats sottovoce, mentre tu scrollerai la neve dai tuoi stivali. Esci con una ragazza che legge perché te lo meriti. Ti meriti una ragazza che possa darti la più variopinta vita immaginabile. Se quello che puoi darle tu è soltanto monotonia, e ore stantie, e proposte a metà, allora è meglio che tu stia da solo. Se vuoi il mondo e i mondi oltre ad esso, esci con una ragazza che legge. O, ancora meglio, esci con una ragazza che scrive.

Rosemarie Urquico

giovedì 11 agosto 2016

Leggere per essere Uomini

 27/12/2012

Scrive il noto psichiatra Raffaele Morelli:
"Perché i maschi leggono poco?...Guardiamo i giovani maschi di oggi : sono pietrificati, burattini dei videogiochi, della Playstation, della palestra. Per leggere bisogna avere fantasia...uscire dal convenzionale...Investire soldi per far leggere i maschi e' un antidoto al bullismo, alla violenza, alla paura della solitudine."
Ho molto apprezzato questo intervento perché fa chiarezza sul ruolo vero della lettura. Continuo a studiare ricerche sulla Biblioterapia che altro non è che l'uso delle risorse della lettura, risorse mai riconosciute. Leggere non è un semplice passatempo, ma un modo per sviluppare cervello e sentimenti. La strada verso la diffusione e l'apprezzamento della lettura e' ancora lunga. Ma soprattutto quanti ci credono veramente?

martedì 9 agosto 2016

Piccoli tesori letterari

 16/11/2012

Questo è un periodo per me molto ricco di cambiamenti. Uno di questi è lo spostamento di tutti i miei libri. Ho temporeggiato, non potevo inscatolarli prima, non ero in grado di separarmi dalla loro visione. Qualsiasi laboratorio io prepari lo faccio davanti alla schiera dei miei tomi. Ma il momento è arrivato e ora devo prenderli uno alla volta, catalogarli (con anobii) e inscatolarli. In questo procedimento mi sono reso conto di quanti tipi diversi ne esistano: libri con il bare-code, altri senza, altri privi anche del numero isbn...infine ho trovato un tesoro inaspettato. I primi libri che ho acquistato per mia volontà risalgono ai dieci anni d'età. Alcuni li ho messi da parte e mai più sfogliati. Mi sono trovato tra le mani un Don Chisciotte anch'esso privo di bare-code. L'ho sfogliato. E mi sono accortoo con mia sorpresa che è una splendida edizione con i disegni di Gustave Dorè, lo stesso che ha illustrato la Divina Commedia.
Lo so, certamente non vale nulla più della metà del suo pezzo di copertina. Eppure per me è un piccolo tesoro che mi riempie di orgoglio:
sapere di aver acquistato un libro simile ad un'età in cui non ero in grado di capire la grandezza di  Cervantes mi conferma che il gene del lettore ce l'ho di certo.

lunedì 8 agosto 2016

Biblioteche senza frontiere

15/09/2012

Patrick Weil è un nome ai più sconosciuto. Ma credo non lo debba essere per noi appassionati di lettura. Weil è un professore universitario francese che ha fondato un'associazione sorprendente dal nome evocativo: Biblioteche senza frontiere. Il suo obiettivo è diffondere il libro come mezzo di democrazia e sviluppo di idee per uscire da condizioni di povertà e disagio. Qualche giorno fa ho messo un post su una biblioteca itinerante ad Haiti. Ebbene, anche quell'idea è stata sostenuta dall'associazione di Weil. Notizie su di lui scarseggiano in rete, ma alcune sue parole possono farcelo conoscere meglio:
Ho più volte avuto modo di constatare il ruolo giocato dai libri e dalle biblioteche nel successo degli studenti provenienti dagli ambienti più poveri. Ci sono così tanti uomini, donne, bambini che, se solo potessero accedere a dei libri, vedrebbero il loro avvenire trasformato. Un libro non si accontenta di trasmettere un sapere, di aprire all’altro, è anche uno strumento essenziale per l’esercizio dello spirito critico e dell’educazione alla democrazia. Il libro è infine, e deve esserlo sempre di più, un motore fondamentale dello sviluppo a lungo termine. Istallato in una biblioteca, passa di mano in mano e di generazione in generazione. 
Confesso: a me è già simpatico!!

sabato 6 agosto 2016

L'importanza delle Biblioteche Itineranti

12/09/2012

Avete sentito sicuramente già parlare di Biblioteche Itineranti. Sono strutture mobili attrezzate per contenere una grande quantità di libri ed essere gestiti come servizio bibliotecario e spesso anche come base per attività culturali. Bibliotaptap, nata ad Haiti, appartiene a questo genere di iniziative. La prima struttura di questo progetto è stata inaugurata a luglio, ma altre vedranno la luce. Non parlo di un'iniziativa ludica, ma di un vero progetto per favorire la lettura e gli scambi culturali in ogni zona del Paese, anche le più isolate. Però che strano: in Paesi che sono in grave difficoltà si diffonde la lettura il più possibile, mentre da noi si taglia proprio sulla cultura. Bisognerebbe che, una volta per tutte ci si chiedesse onestamente: la cultura, e così la lettura, è importante per lo sviluppo della persona o no? E quindi sarebbe d'obbligo agire di conseguenza.

venerdì 5 agosto 2016

Problema o soluzione?

09/06/2012

Era il 1933. Avevo perso il mio lavoro part-time e non ero più in grado di contribuire al bilancio familiare. La nostra unica entrata era quella che mia madre riusciva a ottenere cucendo vestiti per altre persone. Poi mia madre si ammalò per alcune settimane e non poté lavorare. L'azienda elettrica ci sospese la fornitura della luce perché non avevamo pagato la bolletta. Poi ci tagliarono anche il gas. Poi anche l'acqua. Ma l'ufficio di igiene impose alla società di ripristinare la fornitura dell'acqua  per motivi sanitari. La dispensa era davvero vuota. Per fortuna avevamo un orto con delle verdure e riuscivamo a cuocerle su un falò nel cortile dietro casa. Poi un giorno la mia sorellina più piccola ritornò tutta giuliva da scuola dicendo: "Domani dobbiamo portare a scuola qualcosa da dare ai poveri". Mia madre sbottò: "Non conosco nessuno che sia più povero di noi". Ma sua madre, che in quell'epoca viveva con noi, la zittì tirandola per una manica e con un'occhiataccia. "Eva", disse, "se darai alla bambina l'idea di essere poveraccia a questa età, si sentirà una poveraccia per il resto della sua vita. C'è ancora un vaso di marmellata. Può prendere quello." La nonna prese della carta colorata e un pezzo di nastro rosa con il quale avvolse il nostro ultimo vasetto di marmellata e Sis il giorno dopo portò a scuola, trotterellando tutta fiera, il suo dono per i poveri.
E da quel momento in poi, ogniqualvolta la comunità dovette affrontare un problema, Sis ritenne, con grande naturalezza, di essere parte della soluzione.

Tratti da  Brodo caldo per l'anima per le donne di J. Canfield, M.V. Hansen, J.R.Hawthorne, M. Shimoff

giovedì 4 agosto 2016

Non medicalizziamo i libri

07/06/2012

La giusta misura sta nel mezzo. I libri curano veramente? Come usarli e quando "assumerli"? Leggendo l'articolo qui,  comparso oggi nella sezione La Lettura su corriere.it, ho sentito la necessità di fare alcune precisazioni.. Interessante l'analisi, più promettenti le conclusioni: curiamoci con i libri, ma non "medicalizziamoli". Non possiamo affermare che è utile leggere il tal libro per la tristezza, il tal altro per il mal d'amore, un altro ancora per la solitudine e così via. Leggere è anche irrazionalità, scelta personale insondable. Temo che spesso i benefici che vengono dai libri, allo stesso modo di tante altre tecniche, diventino protagonisti più della persona stessa che li usa. Non dimentichiamo che la lettura non ha alcun beneficio se chi l'adopera non la ama. E l'amore non è un sentimento catalogabile, non ami una persona per calcolo. Allo stesso modo un libro ti affascina per motivi a te stesso sconosciuti. E' difficile misurare l'efficacia della Biblioterapia proprio perché certe motivazioni sono non misurabili e a volte non individuabili. Questo è un problema da considerare se vogliamo studiarla scientificamente. Ma è anche la risorsa principale: rinunciare alla passione, al piacere puro, all'armonia del disordine delle parole sulla carta, all'illogicità di tutto questo, significherebbe rinunciare alla letteratura come tale. No grazie, preferisco leggere.

mercoledì 3 agosto 2016

Quello che ho imparato da Tolkien

 23/04/2012

Questa sera terrò con Emiliano Martinelli l'ultimo incontro sul Signore degli Anelli. E mi chiedo: cosa ho imparato studiando e parlando di questo libro e del suo autore? Ho imparato che i piccoli sono spesso più grandi dei grandi. Ho imparato il motivo per cui certi personaggi mi stanno antipatici (Frodo!). Ho imparato che i linguaggi diversi da quelli che amo, nascondono risorse che si scoprono con fatica, ma con grande soddisfazione. Ho imparato perché ci sono libri, come questo, che si desidera rileggere. Ho imparato quanto la passione per un libro possa unire le persone. Ho imparato a guardare gli alberi con nuovi occhi. Ho imparato a guardare il male con altri occhi. Ho imparato a guardare dentro la parte oscura che c'è in me (Gollum!). Ho imparato che ciò che so è infinitamente piccolo rispetto a quello che ancora ho da imparare.