venerdì 28 aprile 2017

Saper ascoltare La voce delle Fiabe



Uno strumento particolare di cui davvero pochi sono consapevoli è la fiaba. E' vero, mi occupo soprattutto di biblioterapia rivolta agli adulti, ma non è per questo che la utilizzo poco. E' talmente complesso e particolare le modalità applicativa delle fiabe che serve una formazione e un'attitudine particolari che io non possiede, ma che appartiene a Piera Giacconi, la quale, in Italia, ha inventato un metodo unico nel suo genere, fondendo le sue idee con quelle del terapeuta e cantastorie francese, Jean-Pascal Debailleul. Quello che propone è un percorso tra i personaggi delle fiabe originali, non nella versione rivisitata in chiave moderna alla Disney, ma rimanendo fedele ai testi pensati dagli autori, cogliendo in questo modo tutto ciò che di mitico e ancestrale esiste nell'anima dei protagonisti in cui noi possiamo specchiarci per imparare. Non si tratta di un apprendimento astratto, bensì di una scoperta di noi stessi e delle nostre capacità e risorse attraverso un simbolismo chiarissimo ai bambini, ma dimenticato dagli adulti. 
Lavocedellefiabe.com è il sito di Piera Giacconi in cui potete conoscere meglio come le fiabe possono aiutarci a vivere meglio. 
Ho conosciuto Piera, e la sua bellissima voce e i suoi modi quasi magici mi hanno fatto capire che un cantastorie lo è non solo nei laboratori organizzati, ma in ogni momento della loro giornata. 

giovedì 27 aprile 2017

Un po' di Tolkien per il mio Maggio dei Libri 2017

L'anniversario per i 125 anni dalla nascita di John Ronald Reuel Tolkien è stato incluso tra gli argomenti raccomandati dal Cepell nella preparazione del Maggio dei Libri. Sto organizzando anch'io un evento, che spero di poter condividere con voi a breve, e non potrò mancare di inserire tra le letture qualche pezzo del grande maestro del fantasy. Qui  potete trovare una lettura tratta dal Signore degli Anelli, che mi ha dato non poche soddisfazioni essendo nato da una circostanza particolare: un laboratorio sul Signore degli Anelli tenuto nel 2012. 
Ricordo spesso Tolkien quando scrivo di biblioterapia, e ne parlo con enfasi. Sono molti gli spunti che si possono trarre da lui. E il suo fascino non risiede solo nei suoi libri, già densi e ricchi di suggestioni e riflessioni, ma anche nella sua biografia. Proveniente da una famiglia anglicana, quando lui aveva otto anni la madre si convertì al cattolicesimo, scelta che pagò con l'ostracismo da parte della famiglia e della società inglese. Il Signore degli Anelli è stato considerato per decenni, e da parte di molti lo è ancora, troppo fantasioso per essere davvero parte della cultura celtica e troppo pagano per essere accettabile nella cultura cattolica. Credo che entrambe le parti siano in errore. Come in errore sono coloro che accusano Tolkien di essere favorevole alla guerra per la risoluzione dei conflitti solo per le sue descrizioni di battaglie entrate anche nell'immaginario del mondo del cinema. Gli scritti di Tolkien sono ricchissimi, descrivono mondi inventati che riflettono sentimenti veri, dinamiche complesse e realtà possibili. Certo, non tutti sono in grado di comprenderlo. Serve fantasia, libertà dagli schemi mentali e tanta passione. Ma questo sta nel lettore. E, visto il suo successo di pubblico, forse coloro che sono negativamente critici qualche dubbio sul metodo che usano per giudicarlo dovrebbero porselo.

mercoledì 26 aprile 2017

Non tutti i lettori sono buoni

C'è un dibattito indiretto particolarmente sottile tra lettori e non lettori. Leggere appare un merito, e, forse, lo è. Spesso la non lettura parte dalla mancanza di sforzo a iniziare. Questo è un dato di fatto. Ma i problemi nascono quando i lettori vengono considerati, o si considerano, migliori dei non lettori. Quando si dice "migliori" non si fa riferimento alle capacità cognitive, a un punto di vista etico e morale. E qui si manifesta l'errore più grande. Certamente, essere lettori fornisce delle opportunità aggiuntive. Se non credessi in questo assioma, sarebbe insensato per me lavorare con la Biblioterapia. Ma riguardo il valore morale dei lettori, mi permetto di dissentire. Se guardiamo ai cattivi della storia, frequentemente si tratta di persone colte, spesso erano lettori proprietari di ricche biblioteche. Adolf Hitler ha scritto un libro ed era pure un pittore (per quanto mediocre). I dittatori che leggevano, alternando saggi, romanzi e pure la lettura della Bibbia, abbondavano. Leggere è un mezzo potente, ma il suo utilizzo e i risultati non sono scontati. Leggere, e solo leggere (attività che mi piacerebbe tanto fare), non è da sola un'attività sufficiente a generare coscienze integre. I messaggi che i libri sono in grado di traghettare possono essere, se non negative, quantomeno ambigui. Ad esempio, il razzismo è stato spesso legittimato attraverso scritti che teorizzavano a suo favore. Il romanzo La capanna dello zio Tom di Harriet Beecher Stowe è un esempio di stereotipo utilizzato per edulcorare lo schiavismo, e quindi avvallarlo. Ma anche chi legge buoni libri può essere malvagio e quindi la lettura non può da sola essere considerata generatrice di bene.
Forse è proprio perché la potenza dei libri è così forte che non possiamo considerare la lettura buona di per sé. Ognuno di noi decide come utilizzarla: volgerla verso un obiettivo positivo sta in noi. 

lunedì 24 aprile 2017

Festa della liberazione nazionale italiana




Ultimo giro al Guapa (9)

Tempo fa ho fatto una serie di letture che parlavano di relazioni gay. Dovevo consigliare un libro, ma alla fine quello giusto non l'ho trovato o magari non l'ho cercato nel modo giusto. Forse per questo nella mia libreria è rimasto un volume che avevo acquistato e considerato inadatto al mio scopo: come mi sbagliavo! Ultimo giro al Guapa è il titolo di quel libro lasciato sullo scaffale, opera prima di Saleem Haddad, che racconta la storia di un ragazzo arabo in un paese musulmano alla ricerca della sua identità, non solo sessuale. Attraverso i suoi occhi, il lettore analizza la questione delle primavere arabe e riesce a entrare nella pelle del protagonista, grazie al fatto che il libro è scritto in prima persona, facilitando l'empatia e la comprensione. Rasa, il protagonista, vive un rapporto ambivalente con un uomo che lo ama, ma che fatica a rinunciare all'accettazione sociale. D'altro canto, Rasa stesso, più consapevole, deve fare i conti con la nonna, unica parente rimasta dopo la morte del padre e la fuga della madre, che scopre la sua omosessualità e che lo costringe, indirettamente, a ripensare al suo passato e ai progetti per il futuro. 
L'autore, uomo cosmopolita, vissuto nei paesi arabi, ma anche in Canada e in Gran Bretagna, riesce a descrivere in questo libro le insensatezze orientali allo stesso modo di quelle occidentali, senza pregiudizi, ma con gli occhi di chi guarda ai sentimenti e non alla politica. 

Consigliato alle persone che vogliono ragionare sull'identità sessuale e a chi è interessato a una descrizione sociologica delle primavere arabe.

venerdì 21 aprile 2017

I lettori che non ti aspetti

Per alcuni potrà sembrare inverosimile, ma per noi lettori certamente no. Parlo della storia della prostituta ucraina che, tra un cliente e l'altro, legge libri. Lavora sulla strada per necessità, ma la passione per la lettura è rimasta intatta in lei fin da quando era piccola. Vi sembra una storia inventata? Non credo. Capita più spesso di quello che pensiamo di avere di fronte persone che valutiamo, per la professione che svolgono o per il loro aspetto, incapaci di qualsiasi forma di cultura. In ospedale, durante i turni di lavoro, cerco di individuare le persone che potrebbero essere interessate a leggere, per indicargli la biblioteca di reparto e rifornirsi di libri come meglio credono. Ricordo di un uomo sui sessant'anni che non avevo considerato potesse essere un lettore. Era un panettiere e l'aspetto florido e rubicondo faceva pensare più a un uomo d'osteria che a un amante dei libri. E, invece, aveva letto tutti i romanzi di Wilbur Smith e di altri autori affini, e dialogava con me su molti scrittori con estrema facilità e perizia. Ricordo anche, in occasione del #ioleggoperché, un paziente a cui ho regalato un libro, non apprezzando per niente il gesto. Il vicino di letto, un extracomunitario senza fissa dimora, mi ha chiesto se poteva averlo lui quel libro poco gradito, e solo in quel momento ho realizzato che lui sì che era un lettore, non solo nella sua lingua, ma anche in italiano. E a lui un libro non l'avevo offerto.
La lettura è uno strumento che si adatta a tutti. Basta un'alfabetizzazione di base per poterla utilizzare come meglio si crede. Da lettori neofiti si diventa lettori esperti, sempre più capaci e raffinati. Chi si occupa di biblioterapia, ma anche della sola promozione della lettura, dovrebbe ricordare che con i libri si può davvero raggiungere lettori che mai si penserebbe.
Non importa se si è una prostituta, un panettiere o un senzatetto: godere della lettura è sempre possibile.

mercoledì 19 aprile 2017

Biblioteca Pubblica di Taipei (Taiwan)


Che i libri siano importanti in tutto il mondo lo dimostra la diffusione delle biblioteca in ogni dove. Particolare quanto volete, molto diversa da come siamo abituati a vederla, ma anche in questo caso, la biblioteca c'è, così come chi la frequenta. Si tratta della Biblioteca Pubblica di Taipei, a Taiwan, composta in un'architettura adatta ai luoghi tropicali in cui si trova, pensata per un clima ben diverso dal nostro. Non solo. Costruita nel 2006, è stata progettata per essere eco-sostenibile.  Inoltre, il patrimonio librario è di tutto rispetto visto che le fonti parlano di circa sei milioni di volumi. Taiwan attira i turisti per i paesaggi, i  monumenti e la cultura. Ma mi chiedo: quanti turisti, andando in quei luoghi, pensano di visitare la biblioteca? Forse non molti, ma certamente di fronte a un esemplare simile coloro che lo hanno fatto non devono certo essere rimasti delusi.

martedì 18 aprile 2017

Una giornata particolare per la mia biblioterapia

Venerdì è stato un giorno davvero particolare. Era a Verona la professoressa Judit Béres, direttrice del corso di biblioterapia all'Università di Pécs (Ungheria), per tenere delle lezioni nella nostra Università, e sono stato invitato dal professor Marco Menato, docente di Bibliografia e Biblioteconomia, ad assistervi. Poter ascoltare qualcuno che studia la mia stessa biblioterapia, quella che viene dalla tradizione americana e che si attiene a studi scientifici della materia, sarebbe stata un'occasione imperdibile. Sarebbe stata. Purtroppo, i miei turni di servizio me l'hanno impedito e non ho potuto far altro che cercare una soluzione, arrivata grazie alla disponibilità della professoressa Béres a incontrarmi la mattina della sua partenza, prima di tornare in Ungheria. Ed è stato meraviglioso! Fatico a spiegarlo, ma la solitudine del lavoro che svolgo con la biblioterapia è grande. In Italia non ho ancora trovato nessuno che lavori nel mio stesso modo, con alle spalle la bibliografia che in questi ultimi sette anni vado studiando, applicando un'idea ben precisa e scientificamente sostenuta. Ho trovato in alcuni casi professionisti con specialità affini alla mia, ma mai uguali. Capirete, quindi, che sentir parlare di corsi universitari di biblioterapia e applicazioni sul campo in diversi settori, poter nominare gli autori delle teorie sulla biblioterapia e discuterne con qualcuno che li conosce come e più di me, essere in grado di ragionare sullo stato dell'arte della biblioterapia in Europa e ascoltare di esperienze conosciute oltreoceano, tutto questo, senza alcuna barriera linguistica (tra gli innumerevoli titoli della professoressa Béres c'è anche quella di insegnante di lingua italiana), è stato incredibilmente entusiasmante. La mia solitudine si è stemperata. Ma, soprattutto, sentir descrivere una realtà in cui la biblioterapia è già un metodo per tanti professionisti, e riconosciuto a tutti i livelli, ha riacceso il mio entusiasmo, non sempre semplice da mantenere ai massimi livelli. Non so se avrò altre occasioni di incontrare la professoressa Béres. Certamente, se riuscissimo a realizzare la promessa di rimanere in contatto, sarebbe già molto per me. Ma dato che già una volta ho avuto una giornata particolarmente fortunata, perché non credere che potrebbe essercene un'altra?

giovedì 13 aprile 2017

Pasqua in lettura

Pasqua è alle porte, ma in ospedale non si va in vacanza. Lavoro, dunque, ma avrò anche momenti per i libri, per leggere sotto il sole, magari tra una portata e l'altra. Ci sarà qualche difficoltà a passare inosservati con un libro, a tavola, ma tant'è: in qualche modo si troverà. 
Auguro agli studenti in vacanza di godersi letture extrascolastiche leggere , di quelle che ti fanno ricordare che la noia non sta nei libri, ma in quelli che non sanno proporteli.
Auguro ai genitori di passare più tempo con i loro figli, dimostrandogli con l'esempio e parlando che leggere non si fa solo a scuola, ma che è uno stile di vita di cui godere per sempre. 
Auguro ai lavoratori di rilassarsi, com'è giusto che sia, magari trovando il tempo per leggere, che scontato non è, visto che il tempo è sempre tiranno. 
Auguro a tutti una buona lettura. 
Vi consiglio di non entrare nei centri commerciali a Pasquetta perché non sapete dove andare, ma di aprire un libro per entrare in un mondo fantastico.

lunedì 10 aprile 2017

Street Academy: la resistenza in Turchia

Ognuno la può pensare come vuole, ma 300 (le fonti sono contraddittorie sui numeri) professori licenziati dalle università turche perché considerati contrari al governo non mi sembra una bella cosa. Ma essere insegnanti è molto più che svolgere un lavoro. Significa aiutare le menti a pensare in modo autonomo, a giudicare la realtà, a elaborare scelte ragionate. E deve essere la stessa filosofia di molti dei 600 professori turchi se hanno pensato di mettersi nelle strade e nelle piazze a tenere lezioni ai passanti. Molti dei loro ex allievi vanno ad ascoltarli, fuori dalle aule, consapevoli che non sono le pareti delle accademie a costituire il sapere. L'hanno chiamata Street Academy o Ankara Solidary Academy. Comunque la si voglia nominare, si tratta di ripartire dal sapere, dalla conoscenza, allontanando i populismi e le censure dal ragionamento delle persone. Ogni passante può assistere alle lezioni. E non si tratta di semplici trattazioni. I professori rimasti senza lavoro sono nomi eccellenti, menti illuminate che hanno avuto l'ardire di essere contrari all'attuale governo. 
Spero che molti si fermeranno ad ascoltare le lezioni, magari per capire e verificare se il loro pensiero, considerato giusto fino a quel momento, lo è per davvero.

Le nonne (9-)

Conoscere uno scrittore attraverso un suo libro, anziché da una biografia, è l'essenza della lettura. Dopo l'entusiasmo incontrato tra le pagine, si cerca di capire chi colui che è stato capace di utilizzare in modo magistrale le parole. Così è stato per me leggendo Le nonne. Dovrei vergognarmi un po' di non aver conosciuto prima Doris Lessing, Premio Nobel per la Letteratura 2007. Ma l'entusiasmo per questo libro annulla tutti gli altri sentimenti. 
Le nonne è formato da tre racconti. Il primo parla di due amiche che passano la vita sempre vicine, crescendo insieme due figli inseparabili che pagheranno indirettamente (e in modo del tutto particolare) questa amicizia (se volete godervi il racconto, non cercate troppo per la rete le recensioni perché spesso svelano il finale). Il secondo racconta le vicende di una bambina prima, e donna poi, di colore nell'Inghilterra tra gli anni Ottanta e Novanta. Per ultimo, le vicende di un soldato di una flotta marina inglese nella Seconda Guerra mondiale che incontra l'amore senza poterlo davvero conservare pur avendo generato un figlio. 
Vi sembrano indizi insufficienti quelli che vi ho dato? Sì, lo sono. Le trame, in tutti e tre i racconti, si dipanano per un'intera vita e sono articolate, inaspettate, sorprendenti. E togliervi la sorpresa sarebbe un grave danno per la vostra lettura. Sappiate che a tratti la scrittrice si dilunga in descrizioni davvero ben scritte, ma che possono risultare un po' noiosi. Tenete duro, è l'unico punto debole. Ma il finale vi premierà.

Consigliato a quanti amano i romanzi psicologici, le short story e i libri di grandi autori.

sabato 8 aprile 2017

Minibiografia: Lorenzo de' Medici moriva 524 anni fa

Del 1492 si ricorda sempre la scoperta dell'America e sembra sia accaduto solo quello. Ma l'8 aprile, un altro evento, molto più presente ai coevi, in Italia soprattutto, fu la morte di Lorenzo il Magnifico. Di lui ho parlato l'inverno scorso (qui) in un laboratorio di biblioterapia e devo dire che è un personaggio che fornisce parecchi spunti di riflessione: l'amore per la letteratura e la filosofia, la politica, le relazioni d'amicizia e d'amore. 
Nacque il primo gennaio del 1449. Suo nonno era il famoso Cosimo e lui fu il terzo della famiglia a governare su Firenze. Famoso è il rapporto con il fratello Giuliano, che con lui governò per un certo periodo, così come famosa fu la congiura della famiglia Pazzi del 1478 da cui Lorenzo si salvò. La morte di Giuliano fu un duro colpo, anche per il senso di precarietà che per lungo tempo accompagnò il Signore di Firenze. L'ultima parte della sua vita fu accompagnato dalla figura ambigua di Girolamo Savonarola, da cui era stimato e condannato allo stesso tempo, e che tanti dubbi morali depositò in lui. Morì a 43 anni, provato dalla malattia. Anni dopo, le sue spoglie e quelle di suo fratello furono riesumate per essere depositate sotto un monumento costruito per loro da Michelangelo, che oggi possiamo ammirare nella basilica di San Lorenzo a Firenze.

giovedì 6 aprile 2017

Biblioteca Joanina a Coimbra (Portogallo)

Siete in partenza per il Portogallo? Non dimenticate di visitare la Biblioteca Joanina che ha sede presso l'Università di Coimbra, una delle prime a essere fondate e quindi ricca di un passato di prestigio. La biblioteca è in stile barocco e fu costruita nel Diciottesimo secolo. Il nome ci ricorda che fu un Giovanni a fondarla. Nacque, infatti, sotto re Giovanni V° che doveva certamente amare lo sfarzo se guardiamo ai tre saloni riccamente decorati che contengono una ricca collezione di volumi di ogni epoca e argomento. Ma il fascino di questa maestosa biblioteca non si ferma qui. La caratterizza, infatti, un curioso metodo per tenere lontani alcuni tipi di insetti che danneggiano la carta, ovvero l'utilizzo di pipistrelli. Un paio, non di più, ma tanto basta a far volare la nostra immaginazione, dove possiamo già vedere due neri volatili aggirarsi tra stucchi dorati e arredi di legno pregiato. E con la fantasia, vola il desiderio di un viaggio in questa parte del Portogallo.  

martedì 4 aprile 2017

Nessun obiettivo è troppo alto se si sale con cura e fiducia

Ad Atlanta, negli Stati Uniti, dal 1996 è stata posto, presso l'Ufficio degli Affari Culturali, un monumento commissionato agli studenti dell'Università della Georgia. L'idea era di una scultura che rappresentasse il valore della cultura. Così è nato questo arco di libri su cui dei ragazzi si arrampicano e salgono. Ed è questo salire che connota il messaggio iscritto alla base del monumento: No goal is too high if we climb with care and confidence ovvero nessun obiettivo è troppo alto se saliamo con cura e fiducia. La scultura è interamente realizzata in bronzo, ma mantiene un senso dinamico davvero incredibile. E quegli scalini di libri dicono davvero molto sul potere dei libri.

lunedì 3 aprile 2017

Un giorno di gloria per Miss Pettigrew (9)

Se cercate un libro serio e di alta letteratura, classico a prescindere dal gusto dei lettori, con lunghe descrizioni e i discorsi diretti ridotti all'osso, ricco di riferimenti colti e introspezioni psicologiche, con trame a sorpresa inaspettate, non scegliete questo libro del 1938. Sì, perché Winifred Watson diede alle stampe Un giorno di gloria per Miss Pettigrew in quell'anno e leggendo la sua scrittura frizzante ed elegantemente ironica non si direbbe. Questo è un libro che certamente regala ore di spensieratezza e allegria, da cui è difficile sottrarsi. Ma nell'apparente banalità si possono trovare spunti interessanti. Si trova il condizionamento dell'educazione ricevuta in famiglia, la capacità di godere del qui e ora, la determinazione a utilizzare i ricordi positivi per far fronte ai momenti difficili della vita. E non ultimo, c'è la descrizione, tutta femminile, delle scelte, per noi uomini discutibili, dei partner. Anche se la trama è prevedibile e non ci sono particolari effetti a sorpresa, il testo risulta comunque coinvolgente. 
La storia di Miss Pettigrew è semplice: quarantenne scialba e insicura, oltreché rassegnata zitella figlia di un pastore protestante, alla ricerca di un impiego come istitutrice, si reca all'indirizzo che l'agenzia di collocamento le ha fornito. Per una serie di malintesi, Miss Pettigrew si troverà catapultata in un mondo sconosciuto, fatto di bellezza, sensualità e leggerezza che le ricordano le pellicole cinematografiche che tanto ama vedere per sottrarsi alla banalità della propria vita.
Certamente è un libro che prediligeranno le donne, ma, preso con la giusta ironia, può essere letto con soddisfazione anche dagli uomini. Non ci sono pretese nella scrittura della Watson, ma certamente la sua penna non vi lascerà indifferenti. 

Consigliato a chi vuole crearsi un'oasi di tranquillità in un periodo difficile e per chi ama la letteratura ironica, ma non scialba.