giovedì 8 dicembre 2016

Il gusto del proibito

Siamo ormai quasi al termine del corso di biblioterapia all'Università Popolare di Sona. Forse per questo ieri sera si è respirata un'aria particolare. O forse perché abbiamo parlato di Illuminismo, passando attraverso l'Indice dei Libri Proibiti che, creato nel Sedicesimo secolo, è stato mantenuto fino al 1966: un lasso di tempo che sembra inimmaginabile. Ma durante l'Illuminismo la sua valenza è cambiata e i libri vietati erano considerati proprio quelli che valeva la pena di leggere. E da questo spunto abbiamo iniziato a parlato del proibito. Cos'è proibito e che importanza ha la sua ricerca? Quando ciò che è proibito va lasciato dov'è e quando va ricercato? C'è differenza tra il proibito e il limite? La libertà prevede limiti? E ancora: il limite è pedagogico? E la proibizione? Come cambia il senso del proibito nella storia? 
Forse le domande che si sono sviluppate sono state anche troppe. Ma, io credo, prima di cercare le risposte, dobbiamo capire quali domande vale davvero la pena porre. E nulla come i libri può aiutarci in questo: lo credete anche voi?

mercoledì 7 dicembre 2016

Un manoscritto per tutti: Mrs Dalloway di Virginia Woolf

La magia che racchiude il manoscritto di un autore famoso è unica. Nella scrittura a mano, nelle correzioni, nella stessa carta in cui è contenuto il testo della bozza noi lettori troviamo l'anima dell'autore amato. 
La British Library ha recentemente messo in rete la scansione di uno dei preziosi manoscritti presi dalla sua ricca collezione: gli appunti di Virginia Woolf per la stesura di Mrs Dalloway. Certo, la carta la possiamo solo vedere, ma un reperto così prezioso non potremmo né toccarlo né annusarlo neppure se andassimo in biblioteca a Londra. Per questo, pur nella virtualità dell'esperienza, otteniamo una certa emozione osservando la calligrafia della scrittrice inglese. Potete trovare qui la pagina dedicata al manoscritto, così da potervi godere anche voi un momento speciale da lettori appassionati.

lunedì 5 dicembre 2016

Il Vangelo secondo Pilato (7)

Interpretazioni letterarie delle figure evangeliche ce ne sono molte. Ma quella di Eric-Emmanuel Schmitt ha certamente un taglio particolare. Il suo Vangelo secondo Pilato è diviso in due parti: la prima vede Gesù parlare in prima persona, raccontando di sé e dell'incertezza di capire chi fosse e cosa volesse fare nella vita. Un atteggiamento estremamente umano, ma, proprio per questo, davvero interessante. La seconda parte vede Ponzio Pilato e la moglie Claudia Procula alle prese con il mistero della resurrezione di Gesù, ai loro occhi non comprensibile, pur considerando ingiusta la morte di quell'uomo che nulla aveva fatto di male. 
Nel complesso, il romanzo appare come un percorso filosofico/religioso che si dipana con la trama. Pur interessante, il libro manca di quello slancio di cui Schmitt è maggiormente capace nei racconti brevi e per questo risulta talvolta non scorrevole.

Consigliato a chi è interessato a esplorare i diversi aspetti della vita di Gesù senza timori per la mancanza di dogmi certi nella narrazione.

sabato 3 dicembre 2016

Lady Susan (8+)

Delle opere di Jane Austen, Lady Susan è la prima, romanzo epistolare di dimensioni contenute che rappresenta la sperimentazione di quella scrittura che darà vita ai classici immortali della letteratura inglese.
Nello scambio di lettere, si viene a conoscenza di questa giovane vedova con una figlia sedicenne da condurre a un matrimonio vantaggioso. Lady Susan però non è una semplice donna in cerca del giusto futuro per la propria creatura, bensì un'arrivista che sa utilizzare fascino e intelligenza per ottenere ciò che vuole, senza curarsi dei sentimenti di nessuno. Non importa quanto difficile sia arrivare alla meta, ovvero al denaro. Con fredda determinazione, Lady Susan sa di poter vincere sempre e comunque.
Nonostante la trama possa apparire banale, la scrittura di Jane Austen, anche qui, tiene ancorato il lettore che, in un attimo, si ritrova nell'Inghilterra tra Diciottesimo e Diciannovesimo secolo.

Per gli amanti dei classici e per gli appassionati di storie ambientate nell'alta società inglese.

giovedì 1 dicembre 2016

Giornata Mondiale contro l'Aids: come ti frego il virus!

Spulciando tra libri e appunti, ho ritrovato un vecchio libricino di Lupo Alberto dal titolo Come ti frego il virus! Si tratta di un opuscolo degli anni Novanta in cui si spiega ai giovani cos'è il virus dell'HIV e l'AIDS, e come prevenire il contagio, in modo leggero, ma chiaro e preciso. Rileggendolo, sono rimasto colpito dall'efficacia comunicativa e dall'importanza del messaggio. 
Le statistiche ci dicono che le cure sono sempre migliori, ma che una persona su due si accorge di essere sieropositiva quando la malattia è già in fase avanzata. La campagna informativa che ha caratterizzato la mia giovinezza è quasi completamente scomparsa oggi. Ancora non si vedono i distributori di preservativi nelle scuole, ancora non sono sfatati tanti tabù sessuali e ancora non si parla di sessualità in modo adeguato a scuola e nelle famiglie. La cosa assurda è che parliamo tanto di prevenzione delle malattie, di screening di ogni tipo e non siamo ancora in grado di affrontare serenamente la questione del sesso sicuro, con il risultato che ancora si contrae l'HIV a causa di rapporti occasionali non protetti praticati da giovani, da adulti e da anziani (il Viagra ci ha regalato anche questo risultato). L'opuscolo di Lupo Alberto non esiste solo in forma cartacea come quello che ho riesumato io. Qui lo potete trovare in rete da leggere e da diffondere.
Utilizziamo questa Giornata Mondiale contro l'AIDS per ricordarci che l'educazione al sesso sicuro rimane ancora la strada maestra per evitare il contagio dall'HIV, ma anche da tutte le malattie sessualmente trasmissibili. Che, purtroppo, sono in continuo aumento.

mercoledì 30 novembre 2016

Pensieri dal Rinascimento

Epoca nuova, questa sera, per discutere al laboratorio di biblioterapia all'Universita Popolare di Sona. Il primo Rinascimento sarà il protagonista attraverso la vita di Lorenzo il Magnifico e la sua corte. I Medici vanno di moda oggi, dopo la trasmissione della serie televisiva che li riguarda. Esiste il libro da cui è stata tratta, ma che non ho considerato adatto. C'è una via di mezzo tra il trattato storico e il romanzo storico o quasi storico. Si tratta di libri che non abbandonano la verità documentata, pur formulando ipotesi, ma che riescono, attraverso un linguaggio accattivante, a rendere piacevoli argomenti non sempre semplici. E poi le opere del Magnifico e di chi gli stava attorno. Leggerò Bacco e Arianna, ma anche la splendida Eco e Pan di Poliziano. L'idea è quella di appofondire la vita del Magnfico e approdare a una discussione sulla malinconia, quella che, per alcuni biografi, lo hanno contraddistinto. Ma la biblioterapia è costituita da un paio d'ali che può portare lontano. Solo stasera saprò dove.

martedì 29 novembre 2016

Louisa May Alcott: perché un doodle per ricordarla?



Oggi chiunque abbia scelto google come motore di ricerca si è accorto che ricorre il 184° anniversario della nascita di Louisa May Alcott, la scrittrice conosciuta ai più come autrice di Piccole donne. Mi lega a lei un aspetto biografico, ovvero il fatto che fu infermiera durante la guerra di secesione americana. Mi lega a lei anche una grande ammirazione per aver agito all'interno della Underground Railroad, rete clandestina per permettere agli schiavi di colore di fuggire ed espatriare. Mi lega a lei una grande simpatia per essere stata una donna disperata tanto da meditare il suicidio, ma, nello stesso periodo, lesse una biografia di Charlotte Brontë e forse per questo vi rinunciò. E tutti noi siamo legati a lei per aver creato le sorelle March, eroine a cui nessuno, almeno una volta nella vita, non si è affezionato, anche solo per il fatto di aver letto a Natale qualche brano di Piccole donne o anche solo visto il film. 
La maggior parte dei libri è percepita in modo diverso se letto in periodi differenti della nostra vita. Forse Piccole donne è l'unico che, per ognuno di noi, rimane fedele a se stesso negli anni.

lunedì 28 novembre 2016

Tsundoku, ovvero lo shopping compulsivo di libri

Conoscete la parola giapponese "Tsundoku"? Si tratta di un termine coniato a cavallo tra Ottocento e Novecento per descrivere la compulsione ad acquistare libri, più di quelli che si riescono a leggere, e a impilarli su scaffali e in altri luoghi. Nulla di patologico o di che preoccuparsi. Anche perché altrimenti molti di noi, appassionati di libri, dovrebbe considerarsi malato. Ma perché chi ama i libri dovrebbe acquistare più libri di quelli che può leggere? Si tratta di un atteggiamento difficile da descrivere. La passione per la lettura si lega al desiderio di avere a disposizione la maggior quantità di testi possibile, per poter scegliere, ma anche per il piacere di possedere determinati volumi. Il libro come oggetto ha un suo fascino, una capacità attrattiva. Infatti, l'editoria contemporanea è molto attenta alle copertine, che spesso sono l'origine dell'acquisto compulsivo. 
Non credo che servisse dare un nome a un comportamento che noi lettori conosciamo bene, ma fa piacere sapere che in ogni parte del mondo, al di là della lingua, della cultura e dell'etnia, i lettori si comportano nello stesso modo.

venerdì 25 novembre 2016

Giornata contro la violenza sulle donne

I lutti letterari: quando una generazione di scrittori scompare

Ci sono anni in cui la scomparsa di personaggi importanti segna definitivamente un'epoca. Il 25 novembre del 1985 morì Elsa Morante, ma in quel periodo il mondo dei libri subì lutti importanti. Morì Italo Calvino, che così giovane, avrebbe avuto ancora molto da dirci. Scomparve anche il premio Nobel per la letteratura nel 1972, scrittore tedesco famoso e apprezzato. Tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta fu un periodo in cui l'AIDS ci rubò grandi talenti come Michael Foucault e Pier Vittorio Tondelli, ma anche Isaac Asimov, lasciando un vuoto incredibile.
Ciò che rimane di loro è un'opera letteraria immensa. Nella nostra era del libro usa e getta, in cui un'edizione sopravvive forse sei mesi, sembra incredibile quanto preziosi sia il lavoro di questi scrittori che ancora oggi apprezziamo. Perché la vera eredità non è fatta di denaro, ma di un bene imperituro come può essere la letteratura.

mercoledì 23 novembre 2016

Medioevo: l'oscurità che generò la luce

Ieri sera, nel sesto laboratorio di biblioterapia a indirizzo storico, l'argomento di discussione è stato il Medioevo. Ho utilizzato il romanzo storico Quattro sorelle, tutte regine di Sherry Jones legando l'interazione con i partecipanti a brani che parlavano delle quattro protagoniste e delle loro difficoltà e della loro forza di donne in un mondo maschilista, dove l'alleanza femminile era spesso rara. 
Il Medioevo è un periodo indefinito, fissato dagli storici, ma studiato con occhi diversi solo di recente. Le modalità rigide hanno lasciato, con il tempo, spazio allo studio delle sfumature, anche antropologiche. L'oscurità di quel tempo ha dato origine a un'infinità di romanzi contemporanei che spesso riescono a far comprendere quanto ogni epoca storica abbia svariate sfaccettature che non possono essere considerate buone o cattive, ma diverse. In fondo, senza Medioevo non ci sarebbe stato il Rinascimento, che cade in un periodo considerato buio, ma che di oscuro ha ben poco.
Come sempre, gli argomenti che si sono susseguiti durante la serata sono stati stimolanti e hanno oltrepassato le questioni che i testi volevano portare. Dalla questione della disparità tra uomo e donna, per arrivare all'eterno rapporto difficile tra nuora e suocera, per passare ai rapporti di coppia fino ad arrivare alla scarsa cultura della prevenzione delle malattia sessualmente trasmissibili. La biblioterapia è una porta da cui non sai mai cosa entrerà e lascia spazio alla creatività di discussione dei partecipanti.

I limiti della biblioterapia

Quando uno dei miei pazienti legge un libro, inizio la mia biblioterpia parlando del testo che ha tra le mani. Spesso lo conosco e così mi è più facile parlarne e utilizzarlo come trampolino di lancio per una conversazione da far virare come meglio credo. 
In questi giorni mi è capitato di vedere un quarantenne che leggeva la Bibbia. E mi sono trovato in difficoltà. Le possibilità di risultati attraverso la biblioterapia è proporzionale alla conoscenza del testo e alla capacità di utilizzarlo da parte del biblioterapista. Ma cosa avrei potuto fare io, che ho qualche conoscenza della Bibbia solo dal punto di vista della letteratura? Come avrei potuto inserirmi senza rischiare di avviare una discussione attorno a questioni religiose di cui non ho competenza? Sarei stato capace di non urtare la sensibilità che certi argomenti inevitabilmente toccano?
Uno dei grossi limiti della biblioterapia nasce dal bagaglio di conoscenze del singolo biblioterapista. Soprattutto per quanto riguarda certi argomenti, è importante non improvvisare. La biblioterapia come tecnica, e non come semplice discussione attorno alla lettura, va gestita considerando anche i limiti. Se non conosco i testi che voglio utilizzare, non posso rischiare di avviare un lavoro che non so gestire. Un buon biblioterapista deve avere anche la dote dell'umiltà.

martedì 22 novembre 2016

Espressioni di cura: concorso letterario in ambito oncologico

E' con piacere che presento il Concorso Letterario Espressioni di cura. Parole e immagini per narrare la malattia oncologica. Si tratta della quinta edizione del concorso artistico-letterario promosso dall’Istituto Nazionale Tumori CRO di Aviano.
Il concorso si rivolge a pazienti/ex pazienti oncologici, operatori con esperienza di lavoro nelle strutture sociosanitarie con pazienti oncologici e caregiver, ovvero persone che si siano prese cura di pazienti con tumore in qualità di familiari, amici e volontari.
Gli elaborati di questa edizione, come i precedenti, saranno utilizzati al fine di migliorare l’organizzazione dei percorsi di cura delle strutture sanitarie».
Per la quinta edizione il tema scelto è «I nomi che diamo alle cose».
I partecipanti potranno concorrere a una o più sezioni scegliendo tra Narrativa, Poesia e Fotografia.
Il materiale dovrà pervenire all’indirizzo espressionidicura@cro.it entro e non oltre il 15 febbraio 2017 e sarà valutato da una giuria composta da esponenti del mondo socioculturale che stabilirà, se li riterrà meritevoli, due vincitori per ciascuna sezione, riservandosi la possibilità di premiare altre opere meritevoli e discutere eventuali ex aequo.
La premiazione si terrà a maggio 2017 al CRO di Aviano nell’ambito del convegno annuale dedicato alle narrazioni in medicina. Qui potete trovare il bando completo.

Le opere vincitrici ed estratti degli altri elaborati verranno pubblicati in un’antologia realizzata non a scopo commerciale.

lunedì 21 novembre 2016

Libri proibiti (8-)

Parlare di roghi, censure e attività clandestine di lettura riesce facile in molti romanzi e affascina i suoi lettori. Ma la finzione nasce da una realtà storica di cui non sempre abbiamo un quadro reale. Questo saggio di Mario Infelise si presta a colmare questa conoscenza, che nulla ha da invidiare al fascino di molti racconti. In Libri proibiti però, l'analisi dei secoli intercorsi tra l'invenzione della stampa e il Settecento illuminista è condotta con perizia e precisione in modo tale da permetterci di penetrare in una realtà storica che, in una certa misura, è ancora in divenire. Il testo, pur nella precisione accademica, è abbastanza scorrevole.

Consigliato agli appassionati di storia e ai curiosi del libro.

venerdì 18 novembre 2016

Proust e il mito della lettura della Recherche

Il 18 novembre del 1922 moriva Marcel Proust, lo scrittore più citato e meno letto. Parlare della Recherche allude al fatto di conoscerla e di averla letta: niente di più falso. Alla ricerca del tempo perduto è una mastodontica opera composta da sette volumi corposi che difficilmente vengono letti tutti. Lo confesso: la lettura di Proust la trovo lenta e fatico a trovare un ritmo che mi faccia desiderare di proseguire con slancio e sono tra quelli che hanno iniziato e mai finito la serie. Non posso negare che la scrittura sia elegante e che le sensazioni che sa evocare siano incredibilmente vivde. Tuttavia, Proust è un gigante d'altri tempi che oggi è in grado di occupare le discussioni negli atenei, ma non riesce a conquistare il largo pubblico. Questo è certamente un limite. Ma lo sappiamo: per un libro dobbiamo essere pronti. E non dubito che arriverà anche il mio. Il nostro.