lunedì 26 settembre 2016

Condannata a leggere: ha senso?


Ricordate lo scandalo del giro di prostituzione minorile al quartiere Parioli di Roma? Uno degli imputati è stato condannato ad acquistare alla quindicenne, che lui pagava per prestazioni sessuali, una serie di libri sull'identità femminile e l'emancipazione del suo pensiero e dei suoi diritti. 
Lo confesso: quando ho letto questa notizia sono sobbalzato sulla sedia. Non entro in merito alla decisione del magistrato, che ha preferito questo tipo di risarcimento (oltre a due anni di carcere) ai 20.000 euro chiesti, non ne ho la competenza. Mi sento invece di dire la mia opinione riguardo i titoli scelti e la modalità in cui sono stati proposti. Sì, perché a un qualsiasi giovane non interessato alla lettura, l'invito a leggere fatto in questo modo genera il desiderio contrario. Non solo. All'apparenza sembra che a essere condannata sia stata lei, e non l'imputato, quasi fossero una rarità le quindicenni colpevoli di non avere idea del valore della propria femminilità, di corpo e di mente, ma che considerano l'apparenza e la sensualità le uniche modalità per affermarsi nel mondo. Forse è troppo facile per me dire che sarebbe stato più adatto un percorso di biblioterapia, per far amare la lettura, prima di offrire dei libri. Libri che certamente non avrebbero potuto essere quelli proposti dal magistrato, almeno non tutti. Perché pretendere che una ragazzina legga Vita activa di Hannah Arendt mi sembra davvero troppo. Quanti di noi hanno letto Storia delle donne in Occidente (tre volumi) di Georges Duby e Michelle Perrot? C'è anche il Dario di Anne Frank tra i titoli. Ma non avrebbe avuto più senso proporre Il diario di Etty Hillesum se l'obiettivo era di introdurre la giovane alla forza della femminilità?
Penso che, anziché condannare una ragazzina, per quanto smaliziata e incosciente, alla lettura, sarebbe stato bene farlo con l'imputato, un uomo adulto, con un'esperienza sulle spalle e non molti scrupoli. Forse era questo il messaggio indiretto del magistrato, che con la sua decisione ha comunque costretto l'uomo a mettersi di fronte a tomi fondamentali del pensiero femminile. Perché a non conoscere il valore delle donne, l'unico che veramente non ha capito, credo sia lui.

venerdì 23 settembre 2016

La notte di Harry Potter

Questa notte esce l'ultimo attesissimo libro di Harry Potter e dovrei esserne felice. In realtà non parteciperò ad alcun evento programmato anche nella mia città per questa pubblicazione tanto attesa. Confesso che tempo fa mi entusiasmava l'idea che ci fosse un seguito alle splendide avventure già lette del maghetto più amato di tutti i tempi. Credevo che la sceneggiatura della pièce teatrale sarebbe stata romanzata. E, invece, il libro riporterà fedelmente i dialoghi, senza descrizioni di luoghi e sentimenti, una semplice trascrizione che dubito potrà suscitare le emozioni a cui la consueta scrittura della Rowling ci aveva abituato. Peccato! Non escludo comunque la possibilità di leggerlo, anzi. Dubito che la curiosità non avrà la meglio. Mi spiace però non godere di questa uscita come ho vissuto dall'Ordine della fenice in poi. Lascio ad altri fans il piacere di una nottata magica. Io mi avvio a letto, in compagnia della mia ultima lettura: un gobbo, una cattedrale e l'incantesimo maledetto di una passione sacrilega.

Il figlio della luce (6+)

Avete mai notato come alcuni romanzi storici sappiano guadagnare fama molto più di altri? Quelli di Christian Jacq sono particolarmente famosi. Danno l'idea che, improvvisamente, il mondo si sia popolato di amanti della storia tanto sono letti. Salvo poi capire che non è così. Christian Jacq ha avuto certamente il  merito di ridisegnare il piacere di leggere la storia. Troppo spesso "romanzo storico" fa rima con "noia". Il problema vero è che pochi sanno modificare questa equazione mantenendo inalterata la qualità delle nozioni contenute nel libro. E temo che Jacq non sia tra questi. Il romanzo Ramses. Il figlio della luce, primo di una serie, è certamente accattivante. Molti si innamorano dei personaggi e ne subiscono il fascino: non potrebbe essere altrimenti. Vedere accanto al futuro grande faraone, nel primo libro solo un adolescente, quello che diventerà il Mosè degli ebrei, anch'esso poco più di un ragazzino, fa un certo effetto. Ma la scrittura è troppo essenziale. Sembra quasi che Jacq stesse pensando a delle sceneggiature più che a una serie di libri. I dialoghi diretti sono spesso privi di qualsiasi intercalare, un "botta e risposta" che per un lettore abituato alle descrizioni fisiche, ma, soprattutto emotive, sono quasi imbarazzanti. Ma il vero problema sta nel fatto che l'ambientazione sembra più vicina a Holliwood che a Tebe. L'autenticità dei riferimenti storici non è mai stata messa in dubbio dagli esperti, ma leggere un romanzo storico, a mio avviso, è un'altra cosa.
Consigliato a chi si avvicina per la prima volta al mondo degli antichi Egizi e a chi preferisce una scrittura non impegnativa.

martedì 20 settembre 2016

Chi legge sviluppa una maggior intelligenza emotiva

Non ho dubbi che leggere sia un'attività che sviluppa la capacità di capire meglio gli altri e se stessi. Una rivista scientifica, la Psychology of Aesthetics, Creativity, and the Arts, ha svolto una ricerca (qui trovate gli estremi) che prova come chi legge romanzi sia più abile nel conoscere e gestire il comportamento delle persone. 
Un gruppo di volontari è stato sottoposto a un test che prevedeva la lettura di una lista di 130 nomi, 65 dei quali riconducibili ad autori di vari generi letterari. Il compito dei partecipanti era quello di identificarli. Una volta identificati, gli studiosi hanno cercato di capire a quali generi letterari appartenesse la maggior parte degli scrittori riconosciuti, così da capire quale genere letterario fosse preferito dai volontari. Successivamente, i partecipanti hanno eseguito un test sull'intelligenza emotiva quale abilità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire  le proprie emozioni e quelle degli altri. È emerso che quelli che preferivano la narrativa erano anche quelli che avevano raggiunto un punteggio più alto nei test di intelligenza emotiva.
Tutto questo non stupisce. Mi rende perplesso, invece, quando incontro persone che leggono e nonostante
questo sono fredde e insensibili. E' certamente vero che anche i benefici della lettura, come tutte le altre cose, non possono coinvolgere il cento per cento dei soggetti. Ma una ricerca per capire il  motivo per cui anche tra i lettori ci sono persone insensibili sarebbe interessante svolgerla.

sabato 17 settembre 2016

Sinuhe l'egiziano (8+)

Conoscete Mika Waltari? E' uno scrittore finlandese particolarmente apprezzato per i suoi romanzi storici. Questo suo libro, Sinuhe l'egiziano, è stato pubblicato per la prima volta nel 1945 e Hollywood ne ha fatto un colossal cinematografico nel 1954. 
Racconta di un bambino abbandonato in una piccola canoa lungo la corrente del Nilo che viene raccolto e allevato da un medico e da sua moglie. Il piccolo Sinuhe diverrà medico a sua volta, ma la sua vita non sarà certo tranquilla e pacifica come quella del padre adottivo. Lo sfondo storico è quello dell'Egitto della riforma monoteista del faraone Akenaton, periodo particolarissimo, ma quanto mai affascinante. Il libro si legge davvero con interesse, nonostante lunghi brani fatti di descrizioni talvolta noiose. Questo romanzo è considerato da molti critici favorevolmente per quanto
riguarda la possibilità di apprendere le consuetudini del palazzo, ma anche dell'uomo comune. Non  mancano personaggi che strappano un sorriso.
Consigliato a quanti amano il romanzo storico impegnato e agli appassionati di storie d'amore maledetto.

giovedì 15 settembre 2016

Chi era Ermanno Rea



La notizia della morte di Ermanno Rea, ottantanovenne, giornalista e scrittore, è comparsa in questi giorni su ogni giornale e sito. Eppure era ai più sconosciuto: perché? Ho scoperto un paio d'anni fa la scrittura di Rea, quasi per sbaglio, spulciando tra i siti di lettori che si scambiano opinioni e titoli. Ho iniziato così a leggere Il sorriso di don Giovanni, in cui la trama è costruita attorno a una protagonista, mantenendo sempre sullo sfondo l'amore per i libri e la letteratura. Di questo libro non mi ha colpito la storia, ma l'incredibile freschezza della sua scrittura di ottuagenario dall'animo bambino. Sì, perché Rea era lungi dal ritirarsi a fare la vita del vecchietto. Non potrà vedere pubblicato il suo ultimo libro, Nostalgia, che uscirà a ottobre. E chissà cos'altro avrebbe potuto ancora tirar fuori dalla sua creatività sempre crescente. La mente è così: può migliorare con il tempo
(anche se non è possibile per tutti) mentre il corpo decade, sendendosi sedicenni dentro. 
Su uno scaffale della mia libreria mi attende La comunista, ma ben altre sono le opere che dovrò procurarmi. Mistero napoletano gli fece vincere il premio Viareggio, riconoscendo la sua capacità brillante di parlare della sua amata Napoli. Non solo Elena Ferrante, quindi, che fa parlare di sé pur non mostrandosi. Rea non era sconosciuto, ma certamente non esibiva se stesso, ma modestamente tesseva opere con le parole, più per se stesso che per gli altri. Proprio per questo motivo, io stesso non conoscevo granché Ermanno Rea. Tra gli articoli pubblicati in questi giorni, qui potete trovare quello che, a mio avviso, lo descrive in modo più completo. Perché il miracolo degli scrittori è che spesso molti giungono alla sua conoscenza proprio quando se ne vanno
.

mercoledì 14 settembre 2016

Biblioterapia e Storia: viaggio con la Macchina del Tempo costruita con la letteratura

Forse vi sembrerà strano il titolo di questo corso di Biblioterapia che terrò dal 19 ottobre 2016 presso l'Università Popolare di Sona (sede presso la Scuola Media di Lugagnano). Eppure nella Storia si possono trovare spunti di riflessione davvero interessanti: siamo più felici oggi di un tempo? Perché l'uomo non è in grado di migliorare continuamente, ma spesso regredisce? La Storia riesce davvero a insegnarci a non commettere gli stessi errori? E ancora: quali sono le tradizioni che il passato ci ha tramandato? Un tempo si amava come si ama oggi? Perché possiamo dire che il matrimonio d'amore è solo una conquista recente?
Accanto a queste, e molte altre domande, il corso mira a rendere piacevole l'apprendimento di nozioni di Storia, individuando fatti curiosi e narrazioni affascinanti. Partiremo dall'Antico Egitto per arrivare ai salotti dell'Ottocento, per concludere con un Natale insolito.
Dimentichiamo spesso che non è la Storia a essere talvolta noiosa, ma il modo di raccontarla. Ma rileggere i documenti del tempo e immergersi nei romanzi storici capaci di proiettarci indietro nel tempo può davvero fare la differenza. E può trasformarci da detrattori del passato ad amanti dei racconti antichi.

martedì 13 settembre 2016

Un giorno da ricordare

Non ci credevate? Eppure sono tornato! E non in un giorno a caso. Per presentarmi con il blog rinnovato, ho scelto il centesimo compleanno di Roald Dahl. E' una ricorrenza sentita in tutto il mondo il Roald Dahl Day, giorno dedicato al grande scrittore inglese per bambini che ricorre oggi, come ogni anno, esaltato nel suo sito, ma, soprattutto, dai suoi numerosissimi lettori, bambini e adulti. 
Questo blog sulla biblioterapia, e quindi su tutto il vasto mondo dei libri, non poteva che tornare a essere
attivo dopo la pausa estiva cercando come punto di partenza la letteratura per l'infanzia che Dahl rappresenta al meglio. E quindi: i grandi sono stati al Festivaletteratura di Mantova a godersi le parole vive degli scrittori preferiti, i piccoli hanno ripreso la scuola riempiendo lo zaino di testi scolastici tra i quali qualcuno avrà inserito un libro o un fumetto...e noi?
Per i lettori del blog vorrei che il prossimo anno, il sesto dalla nascita, fosse arricchito da nuovi consigli letterari, curiosità sugli autori e sul mondo dell'editoria, dettagli sull'utilizzo della biblioterapia, informazioni su corsi, festival, convegni e su tutto ciò che riguarda la letteratura nel suo più ampio significato. Sarò all'altezza di mantenere tutte queste promesse? Lo spero. Ma, soprattutto, spero vogliate contribuire con i vostri commenti, ma anche con suggerimenti e richieste. Perché, come la lettura può esistere solo attraverso l'incontro tra lettore e autore,
così un blog come questo può assolvere la propria funzione solo con il contributo mio e vostro insieme. E quindi: siete pronti?

martedì 30 agosto 2016

I sensi di colpa del lettore



21/02/2014

Ho iniziato più di un libro in questi giorni, alla ricerca di quello che fosse in grado di coinvolgermi. Trovato e letto, mi sono sentito in colpa per i libri iniziati e classificati come inutili. In realtà non è mai il libro a essere sbagliato: è il momento. Lo stesso testo può essere gradito o meno dalle diverse persone, e ogni persona lo può amare oppure detestarlo a seconda del momento in cui si trova nella propria vita. Solitamente non ho problemi a lasciare un libro senza finirlo. È un diritto di ogni lettore, leggere forzatamente è spesso deleterio. Eppure, dopo aver letto qualcosa che mi ha soddisfatto (anche se non ancora del tutto), tornare sui miei passi è stato utile. Ho quindi terminato "Per dieci minuti" di Chiara Gamberale. Certamente non è un capolavoro, ma contiene alcuni spunti interessanti. Non voglio poi dimenticare che leggo non solo per me stesso, ma anche per continuare a consigliare libri. Non posso dimenticare che alcune persone necessitano di parole leggere, pagine morbide, idee fluide: esistono infinite letture ed esistono infiniti tipi di lettori. Sono contrario ai sensi di colpa, ma se questo mi ha fatto scoprire un nuovo libro, da apprezzare e consigliare, che sia il benvenuto.

giovedì 25 agosto 2016

Ritorno dagli abissi


13/02/2014


Tesi finalmente consegnata, ora! La frenesia di questi giorni è stata unica: letture e revisioni, imprevisti e attese, gioie e insoddisfazioni. In questo periodo in realtà non ho scritto una tesi, ma una nuova pagina nel libro dei miei ricordi. Non sono soddisfatto, vorrei rifare tutto, i timori mi assalgono. Poco importa. Anche questi sentimenti si inscrivono nella mia personale storia: i sentimenti, tutti, sono i protagonisti indiscussi, l'unica cosa che veramente conti. Tra poco inizio il turno di lavoro, ho in paio d'ore libere. Ho mandato un sms al mio amore per condividere questo momento. Ma è il momento dei saluti. Ricorderò questi anni di università tra i più belli della mia vita. Adesso vado e mi faccio un giro, il mio "addio ai monti" di manzoniana memoria. E poi salgo su un libro e volo via...

lunedì 22 agosto 2016

L'arte ci consola, ci solleva...



22/07/2013

Gli scrittori hanno un dono: sanno spiegare con poche parole ciò che spesso è inspiegabile. Una di queste è il valore della cultura per il nostro benessere. Sto leggendo "Un altro giro di giostra" di Tiziano Terzani, e le sue parole dicono tutto:
"L'arte ci consola, ci solleva. L'arte ci cura. Noi non siamo solo quello che mangiamo e l'aria che respiriamo. Siamo anche le storie che abbiamo sentito, le favole con cui ci hanno addormentati da bambini, i libri che abbiamo letto, la musica che abbiamo ascoltato e le emozioni che un quadro, una statua, una poesia ci hanno dato."

sabato 20 agosto 2016

Il libro giusto per ogni persona: missione impossibile!?

 12/07/2013

Un aspetto importante della Biblioterapia è l'emozione.
Quando in un gruppo sento persone raccontare le vicende di un libro sudando, ogni volta che vedo occhi arrossati nel raccontare la morte del protagonista, se chi ho di fronte si arrabbia veramente con il cattivo di turno:
ecco, sento veramente di aver fatto un buon lavoro.
Emozionarsi fa sentire vivi, e i libri, anche senza la presenza di altri che non sia il lettore, sono in grado di farlo.
Ogni qualvolta consiglio un libro e poi mi si racconta della difficoltà a staccarsi da quelle pagine, sento di aver realizzato la prima mission di ogni biblioterapista. Perché la nostra professionalità sta nel trovare il libro giusto per ogni persona. E non c'è dubbio che da qualche parte si possa trovare. Sempre!

venerdì 19 agosto 2016

Siamo ciò che leggiamo




09/07/2013

Mi fa uno strano effetto veder crescere a vista d'occhio il proliferare libri di e su Papa Francesco. In libreria li trovi spesso alla cassa, nelle zone strategiche di vendita, ostentati come l'ultima scoperta editoriale. Certo, la consapevolezza che i diritti d'autore di quei libri vanno dritti allo Ior mi fa un po' pensare, ma non è questo il punto. Di più mi fa riflettere quel libro che proprio libro non è, quella sorta di incrocio tra il giornalismo, la manualistica e il feticismo. Niente in contrario, sarei in grado di leggere la carta igienica, figurarsi se faccio sottigliezze tra un libro e un altro. Eppure non posso evitare di domandarmi: chi acquista questi prodotti ha chiaro in testa di cosa si tratta? Lo sanno che un romanzo non è da meno di una biografia di un personaggio o che un libro di fiabe vale spesso molto di più di un trattato storico scadente? Però forse
bisogna arrendersi al fatto che siamo ciò che leggiamo e ci piace essere identificati con i libri che scegliamo. Se la tira che legge solo trattati, ha paura chi va solo verso testi brevi e non riesce ad affrontare un tomo di grandi dimensioni, non vuole essere considerato un lettore chi cerca solo manuali. E chi si lascia attirare dai libri sul Papa?

giovedì 18 agosto 2016

Ogni momento è buono per la poesia




 05/07/2013

Oggi mi è stato indicato un paziente atipico. Anziano, come tanti. E come tanti, con molti problemi di salute. La sua particolarità era che recitava poesie, parlava di Dante, ricordava con emozione il suo passato. Mi sono avvicinato a lui, presentandomi come un suo simile, appassionato di letture e letterature.
"Ho tanto tempo qui" mi ha spiegato "e tanti sono i ricordi che si accavallano nella mia mente. Ai miei tempi, al ginnasio prima, e al liceo poi, per guadagnare un voto maggiore ci inducevano a ricordare a memoria poesie e brani. E con tutto questo tempo a disposizione mi sono tornati in mente ricordi che non avevo più portato alla luce da tempo..."
Ed è partito col "Canto notturno di un pastore errante nell'Asia" di Leopardi, non come una cantilena, ma con ardore e amore. E tra le parole d'autore metteva le sue, nel ricordare l'amata fidanzata dei tempi delle medie che con lui ha attraversato tutta la vita.
E tra me ho pensato che le parole di Pennac sono proprio vere:
"Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere."

mercoledì 17 agosto 2016

Avviso ai genitori lettori





 12/05/2013

Questo è un messaggio per i genitori che desiderano far capire ai propri figli l’importanza dei libri. Confermo: a seconda di ciò che si semina, poi si raccoglierà, anche nei lettori. Personalmente, ho sempre agito in questo senso, consapevole che una passione non si può imporre, ma certamente si può trasmettere, far comprendere. Non si tratta di convincere, ma di dare l’esempio. Anche i miei figli, come tutti gli adolescenti, mi hanno sempre snobbato. Fino a oggi. Cos’è accaduto? Il più piccolo ha voluto leggere l’ultimo libro della serie di Assassin’s Cread, un volume tutt’altro che sottile, ambientato in un tempo passato, ricco di riferimenti storici e di particolari, con riferimenti all’omonimo videogioco. Coinvolto dal testo e dall’atmosfera che questo ha creato nella sua testa, ha confessato che finita la lettura sentiva che gli mancava qualcosa, chiedendomi come orientarsi in una lettura successiva. Quale occasione migliore per me? Ho subito consigliato di dare un’occhiata a Harry Potter e la pietra filosofale, perché poteva ricondurlo a un nuovo mondo fantastico ed emozionante. Risultato? In una settimana ha letto i primi due libri, la seconda ha concluso Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. E quale soddisfazione trovarlo sveglio a notte fonda, incapace di soddisfare la sete di lettura. E pensare che gli avevo parlato di Harry un sacco di volte, senza ottenere nulla!

Rassegniamoci: siamo diversi, con desideri e passioni diversi, e tempi diversi. Inutile quindi spingere eccessivamente i nostri figli alla lettura. Accettiamo anche che forse non proveranno mai il nostro stesso amore per la letteratura. Ma se voi mostrerete un sincero slancio verso questo mondo, prima o poi i frutti arriveranno. Magari si limiteranno a una semplice abitudine a essere circondati da libri perché da piccoli sono stati abituati così. O forse i frutti saranno molto più generosi, chissà. Come genitori-lettori si tratta solo di crederci. Io ho aspettato quattordici anni. Adesso tocca a voi.