martedì 21 novembre 2017

1) Come i Lettori Volontari scelgono un libro: storie ironiche


La prima difficoltà dei Lettori Volontari è la scelta del testo. I più esperti non avranno dubbi: l'esperienza insegna quali sono i più utili. Ma come orientarsi all'inizio? Le regole da seguire sono poche e semplici: evitare argomenti legati alla malattia, alla morte, al dolore, al lutto e tutto ciò che ruota al mondo della sofferenza. Controindicati sono poi i testi che parlano di religione, politica, sesso o che incitano al razzismo e a qualsiasi forma di discriminazione. Ciò non significa che il lettore volontario debba praticare una qualche forma di censura. Semplicemente deve scegliere testi che è in grado di gestire. Ad esempio, la morte nel libro Neve di Maxence Fermine è qualcosa che appare aulico, poetico, assolutamente delicato. Può essere letto come una forma di poesia anche se è scritto in prosa senza che l'argomento crei problemi. Ma se il paziente a cui andiamo a leggere fosse un vedovo la cui moglie è venuta a mancare da poco, un libro simile potrebbe indurlo al pianto e alla disperazione all'udire la storia della morte di una donna amata. Saremmo in grado come Lettori Volontari di gestire una situazione simile? Non importa se il messaggio sottostante è positivo. La differenza sta nella conoscenza che abbiamo del paziente, che in alcuni casi può reagire in modo inaspettato.
Cosa scegliere quindi? Libri allegri, come molti di Stefano Benni o Alan Bennett. Non sarà alta letteratura, ma anche i libri comici di Luciana Litizzetto possono essere utili, e con lei, ben più letterata, alcuni di Barbara Alberti. Alcuni ben scelti di Eric-Emmanuel Schmitt possono risultare molto allegri, ma vanno individuati con attenzione perché il grande scrittore-filosofo si sposta con estrema facilità da temi ironici ad altri molto tragici. Vi sono molti libri che sono ritagli di vita comica, come Io speriamo che me la cavo di Marcello D'Orta o Le tribolazioni di una cassiera di Anna Sam, entrambi scrittori non professionisti che hanno rappresentato ironicamente uno spaccato di vita. Ma i libri utili sono molti altri. Deve permanere la consapevolezza che in alcuni casi il libro efficace con una persona può sortire un effetto contrario in un'altra. Ai nostri pazienti l'ardua sentenza.

lunedì 20 novembre 2017

La dignità sopravvissuta

Con questo laboratorio di Biblioterapia, che terrò il 4 dicembre presso il Centro Culturale "Marani", concluderò gli eventi formativi programmati per il 2017. L'argomento è particolare, ma ben si presta a incrociarsi con le due mie anime: quella letteraria e quella sanitaria. Si tratta di parlare dei malati cronici e della loro dignità, intesa come possibilità di sentirsi persona nel mondo, nonostante gli impedimenti fisici, spesso gravi e limitanti. La maggior parte dei partecipanti saranno professionisti socio-sanitari e spero riuscirò a interagire con loro attraverso i miei libri quanto basta per creare la giusta sintonia, necessaria per creare un setting formativo adeguato. La letteratura non scarseggia di opere che trattano l'argomento. Molte derivano da autobiografie nate anche da esperienze di Medicina Narrativa in cui il percorso di scrittura del malato diventa terapeutico per lui e di testimonianza utile in laboratori come questi. 
Nel frattempo, sto cercando di preparare la conclusione dell'anno con una lettura in ospedale grazie all'aiuto dell'amico e arpista Emiliano Martinelli. Da qualche anno è un appuntamento fisso che cerchiamo di portare avanti nel tempo. La lettura natalizia ha una sua magia e ormai non manca molto: il conto alla rovescia verso il Natale è cominciato.

venerdì 17 novembre 2017

Libri per Natale


Questa mia nuova mania "libresca" di preparare cesti con libri adatti alla ricorrenza del momento mi sta rendendo consapevole di quanti e-book ho letto rispetto ai cartacei. Il primo amore non si scorda mai e mi piange il cuore quando cerco i libri cartacei e scopro che, invece, sono imprigionati nell'e-redar. Ecco perché il mio cesto natalizio risulta così sguarnito, anche se l'essenziale c'è: Tolkien, Dickens, Erri de Luca. Perché questi autori sono essenziali? Per quanto riguarda Dickens, è scontato: chi non conosce Il canto di Natale? Gli spiriti del Natale passato, presente e futuro sono diventati permanenti nell'immaginario collettivo natalizio. Non altrettanto famoso, non ancora quanto meno, è In nome della madre di Erri de Luca (qui un estratto) che racconta in prima persona le vicende di Maria, fanciulla semplice e quasi ingenua che vive vicende più grandi di lei. La scrittura di Erri de Luca, sempre poetica e diretta, genera sensazioni di incredibile portata. In tutto questo, direte voi, cosa c'entra Tolkien? Le sue Lettere a Babbo Natale sono la cosa più semplice eppure più grandiosa che uno scrittore, che è anche padre, possa fare. Si tratta della stampa delle lettere che scriveva per i suoi figli (fin quando il suo maggiore aveva 23 anni) da parte di un Babbo Natale da lui impersonato, con disegni e scrittura tremolante del vecchio barbuto. Talvolta le missive le spediva ai suoi figli per posta, con grande stupore dei piccoli Tolkien. Questa perla la potete trovare in diverse edizioni, alcune davvero economiche: suggerimento per un regalo natalizio da destinarsi a qualcuno che sappia apprezzare.



giovedì 16 novembre 2017

Al parco con Mark Twain


Se una statua dedicata ai lettori è già un simbolo di incredibile efficacia, lo è maggiormente se quel lettore rappresentato è uno scrittore famoso nell'atto di leggere un proprio libro. E' il caso di questo bellissimo Mark Twain in bronzo che è stato posto su una panchina nel Trinity Park a Fort Worth, nel Texas (USA). E' prospiciente il fiume ed è stata posizionata nel 2007 dalla Red Oak Foundation. In questo caso non si tratta di un monumento destinato alla semplice ammirazione dei passanti. Chi passa nel parco può sedersi accanto a Twain e condividere il piacere della lettura. E la sensazione non deve essere affatto sgradevole.

mercoledì 15 novembre 2017

Biblioterapia: l'amore per i genitori


Questa sera all'Università Popolare di Sona parleremo di Amore per i genitori. I testi che ho scelto riguardano, quindi, il punto di vista del figlio che osserva i genitori nelle diverse fasi della vita. Devo dire che non è stato semplice restare orientati su questo focus. La tendenza era quella di introdurre anche libri in cui i genitori guardavano a se stessi e ai figli, e il testo sembrava funzionare, mentre l'obiettivo era un altro. Questo orientamento nasce dal fatto che mentre i genitori si sentono nello stesso ruolo per sempre, il figlio modifica la propria percezione continuamente. Un genitore adorato nell'infanzia può essere rivisto come ostile nell'adolescenza o immaturo nell'età adulta. Una volta anziani i genitori possono addirittura acquisire lo status di figli dei propri figli in virtù delle necessità e dell'involuzione psico-fisica che si genera in determinate condizioni. Partirò con We are family di Fabio Bartolomei e concluderò con La confraternita dell'uva di John Fante. Due libri agli antipodi al cui centro metterò altre letture stimolanti.
Serata interessante, dunque, da arricchire con il contributo di ognuno. Sempre partendo dagli amati libri.

martedì 14 novembre 2017

La confraternita dell'uva (9)


Questo è un libro che ho ripreso in mano per i miei laboratori di Biblioterapia, letto anni fa e mai dimenticato. Però neppure mai recensito. Pongo quindi rimedio partendo dalle origini italiane di John Fante, che in questo romanzo si vedono nella loro metamorfosi, avvenuta nel passaggio culturale dall'Italia agli Stati Uniti. 
Il protagonista è uno scrittore affermato che vive una vita agiata, lontano dalla famiglia d'origine. Quando viene chiamato dai fratelli per cercare di calmare il conflitto dei genitori che si sta trasformando in un divorzio dal sapore tragicomico, si ritrova a fare i conti con un passato rimosso e tenuto in un angolo, eppure prezioso. 
Ci sono molti motivi di riflessione in questo libro, ma l'ironia e lo stereotipo italiano che viene messo in scena compongono un quadro che fa riflettere su ciò che siamo stati e ciò che vogliamo essere con la giusta leggerezza.

lunedì 13 novembre 2017

Guida per i Lettori Volontari


Tra pochi giorni terminerà la mia esperienza biennale di Biblioterapia nell'Azienda Ospedaliera in cui lavoro. Il progetto di Biblioterapia e Medicina Narrativa denominato RELAZIONE UMANA, FILOSOFIA E CURA: IL LIBRO E LA LETTURA TERAPEUTICA si è concluso e così il mio ruolo di esperto di Biblioterapia, di formatore dei lettori volontari del Circolo dei Lettori, che entrano nei reparti a leggere ai pazienti, e di coordinatore di progetti specifici come quello che ho gestito in Fibrosi Cistica. Nel terminare un'esperienza difficile, ma preziosa come questa, vorrei lasciare una traccia significativa, dove chiunque, anche lettori di altre realtà in Italia, possano trovare materiale utile. A questo scopo, per alcune settimane pubblicherò dei post dove darò qualche consiglio e metterò elenchi di libri o di brani che ritengo spendibili per le letture con i pazienti. Non c'è dubbio che la prima abilità che è necessario acquisire è la capacità di scegliere il testo adatto sul momento. Si possono trovare pazienti che sono lettori, altri meno appassionati, di diverse età, cultura e gusti. Con l'esperienza non sarà difficile costruire un proprio archivio in cui segnare le letture più efficaci nelle diverse situazioni, che potranno facilmente essere riutilizzate più volte. Il lettore volontario sarà in questo modo sempre più preparato e, io credo, più soddisfatto. Dalla prossima settimana, quindi, ci ritroviamo per i primi consigli di lettura.

Per chiunque fosse interessato alla lettura in ospedale a Verona, può rivolgersi al Circolo dei Lettori.